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07.03.2019

Lavori fermi, la piazza ostaggio degli scavi

Gli scavi archeologici in piazza Mercato: da cinque mesi ormai i lavori di rifacimento sono fermi al paloGli archeologi al lavoro:  ancora non si sa quando riapriranno i cantieriUno dei due scheletri trovati
Gli scavi archeologici in piazza Mercato: da cinque mesi ormai i lavori di rifacimento sono fermi al paloGli archeologi al lavoro: ancora non si sa quando riapriranno i cantieriUno dei due scheletri trovati

C’è sempre grande curiosità attorno al «cratere» di piazza Ronchi, nel quale ormai da cinque mesi gli archeologi della Soprintendenza stanno scavando, analizzando e catalogando i materiali e le testimonianze che vengono alla luce con una certa frequenza. L’impresa che ha vinto l’appalto per il rifacimento e l’abbellimento del cuore di Breno, e la realizzazione del parcheggio sotterraneo, all’origine si era presa tre mesi di tempo in più (fine luglio anziché aprile) per consentire le ricerche nel sito. E ora, trascorsi altri 60 giorni, ci si chiede quanto tempo occorrerà ancora perché gli scavi siano portati a compimento e si possa procedere con i lavori per la nuova piazza. DAI FUNZIONARI della stessa Soprintendenza non più tardi di un paio di mesi fa, dopo il rinvenimento di un secondo scheletro, era stata ventilata l’ipotesi di una comunicazione ufficiale da concordare con il sindaco Sandro Farisoglio, con la quale si sarebbe ufficializzato lo stato degli interventi. Non se n’è fatto nulla per ora, e da indiscrezioni pare che la stessa Soprintendenza si sia presa ancora del tempo e che ricerche e rilievi continueranno ancora per un po’ (quanto, non si sa). Secondo le medesime voci, ma successive di qualche giorno, sarebbe comunque imminente la ripresa dei lavori con la posa di una grande gru a ridosso della piazza occupata dagli archeologi, che terminerebbero così i loro sondaggi. In ogni caso la campagna di scavi è a totale carico del Comune, che oltre a dover scontare ritardi, deve appunto assumersi l’onere degli scavi. Dall’esterno, dopo i ritrovamenti a dicembre e a gennaio dei due scheletri, venuti alla luce senza alcun corredo e che parrebbero riferirsi a sepolture isolate (ne ha già accertato o ne accerterà epoca e importanza sicuramente l’esame del carbonio 14 sulle ossa), dei resti di un fuoco, di frammenti ceramici, di pezzi di antiche mura, di un selciato di strada e di oggetti vari, cresce la curiosità attorno a quello che potrebbe ancora emergere. Insomma, se dal «cratere» trapela poco o nulla, le indiscrezioni si moltiplicano. E con loro le perplessità, mentre gli archeologi imperterriti proseguono diligentemente a scavare buchi di varie dimensioni e profondità. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luciano Ranzanici
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