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14.06.2019

Piazza Ronchi,
un libro aperto
sul passato

L’adolescente preistorico sepolto nell’attuale cuore di Breno
L’adolescente preistorico sepolto nell’attuale cuore di Breno

Cristina Longhi della Sovrintendenza archeologica ha parlato di un cantiere «stupefacente»; di uno scavo, quello di piazza Ronchi di Breno, che a pochi giorni dalla conclusione ha riservato l’ennesima sorpresa: tra le numerose tracce risalenti all’età del Rame è emersa la sepoltura di un adolescente, forse il figlio di un capo locale, seppellito in posizione fetale e avvolto in un sudario. TRA IL CAPO e il busto del giovane è venuto alla luce un gioiello preistorico eccezionale: 777 perline e 30 denti forati appartenenti ad animali carnivori. Ora saranno le analisi di laboratorio a cercare di ricostruire l’origine, l’eventuale malattia e la data presunta della morte del principe preistorico. Che oltre alla collana aveva portato nella tomba anche alcuni strumenti di selce, un vaso di ceramica e una lesina in rame. Ieri, nella sala consiliare di Breno scelta per presentare i risultati della campagna di scavi iniziata lo scorso novembre su un’area di 1350 metri quadri, c’era anche il Sovrintendente Giuseppe Stolfi, affiancato dai funzionari archeologi Cristina Longhi e Serena Solano. E c’era anche il neo sindaco Alessandro Panteghini, preoccupato non solo dei ritrovamenti, ma anche del cantiere per la costruzione di un autosilo sotterraneo e per il rifacimento dell’arredo urbano. Un cantiere che non si è mai fermato e che da ieri si è ripreso tutto lo spazio. «Le indagini preliminari su un sito possono essere considerate un problema o un inciampo nella realizzazione di un’opera pubblica - ha commentato Stolfi -, ma a Breno hanno consentito di acquisire testimonianze molto significative della storia della comunità». TESTIMONIANZE preziose anche perché utili per tracciare, a trent’anni di distanza, una continuità con le ricerche condotte in castello da Francesco Fedele. Sono tornati in superficie alcuni tratti di muratura che testimoniano un insediamento del basso Medioevo; si è accertata la presenza di un antico corso d’acqua (nell’età del Ferro) con resti di difese spondali; sono emerse due sepolture di adulti e altre di cavalli. Altri importanti resti riferibili all’età del Bronzo sono le buche per l’alloggiamento dei pali di legno che sostenevano le capanne; alcuni materiali ceramici; le tracce di una capanna seminterrata e di focolari e di alcuni pezzi di calpestio. E per finire l’eccezionale sepoltura del ragazzino preistorico. •

Luciano Ranzanici
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