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22.06.2019

Provinciale ko, il turismo rischia di morire

Lavori in corso nella parte alta della sp 345
Lavori in corso nella parte alta della sp 345

È un’altra estate «in rosso» per i gestori dei rifugi brenesi che si affacciano lungo la sp 345 delle Tre Valli. Almeno per ora. Il problema è rappresentato dalla stessa strada, o meglio dai continui problemi di percorribilità. Da una parte ci sono le ragioni dei rifugisti che hanno ovviamente il diritto di svolgere la loro attività nel modo migliore; dall’altra il dovere degli enti pubblici che sono chiamati a garantire la sicurezza delle arterie e l’incolumità delle persone che le percorrono. DA ANNI i gestori delle strutture ricettive da Bazena a Crocedomini e la Provincia sono in conflitto per le chiusura della sp a causa di slavine, valanghe, frane e altri eventi. Come la tromba d’aria dello scorso ottobre i cui effetti si sentono ancora oggi. Vittorio Gelmini, storico gestore del rifugio Bazena (insieme a lui si lamentano Andy Moscardi, titolare del rifugio Crocedomini, e Gino Baccanelli, gestore del rifugio Tita Secchi e presidente di Assorifugi Lombardia), non conosce le mezze misure e periodicamente apostrofa i tecnici della Provincia colpevoli secondo lui di non tutelare l’interesse dei titolari di queste strutture, costretti a fare i conti con i divieti di transito e con la progressiva moria di turisti e clienti. L’albergatore e ristoratore lamenta il vuoto quasi assoluto di clienti al Bazena; la necessità di rifiutare continuamente le prenotazioni e di privarsi del personale, e accusa la Provincia di una mancanza di interesse nei confronti di chi lavora in quota. «La stagione di per sè è già limitata - ricorda Gabriella Fioletti, titolare del rifugio Premassone e referente per i rifugi bresciani - e i turisti non fanno fatica a trasferirsi altrove». I disagi viabilistici ricadono anche sui gestori delle malghe, alle prese coi problemi di trasporto dei loro prodotti freschi. Dallo disastro dello scorso 29 ottobre sono trascorsi quasi otto mesi, con in mezzo un inverno mite, e dopo l’intervento dei consorzi forestali e di un’impresa che hanno provveduto alla rimozione di tantissimi alberi schiantati, alla sistemazione della carreggiata e di alcuni muretti, la Provincia ha più volte spostato in avanti l’inizio dei lavori decisivi per la riapertura della 345. Per finire, nei giorni scorsi sono franati a valle due massi, uno da un quintale e l’altro di circa 80 chili, e il Broletto ha posticipato ulteriormente il via alle opere definitive di messa in sicurezza: la pulitura della roccia (appena avviata) e la posa di una rete paramassi di circa due chilometri. •

Luciano Ranzanici
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