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01.08.2020

«Caccia, politiche illegali pagate dai cittadini»

I caprioli sono  sotto tutela
I caprioli sono sotto tutela

«Se c’è qualcuno che deve gettare la maschera, mostrando il volto di sponsor della caccia selvaggia che si rifiuta per ragioni politiche di arrendersi alla verità scientifica, e che per questo carica di costi legali inutili tutti i lombardi, questi è l’assessore regionale Fabio Rolfi, non il Governo». La Lega per l’abolizione della caccia commenta così le affermazioni dell’assessore regionale sulla scelta dell’esecutivo di impugnare quella che l’associazione definisce «l’ennesima legge lombarda infarcita di illegalità. Il Governo ha solo messo ancora all’angolo un politico che sta realizzando un record di sconfitte giudiziarie con la sua politica ammazza tutto». La Lac plaude all’esecutivo, che impugnando la legge di semplificazione 11 del 21 maggio «ha sottolineato l’illegittimità di norme che, per esempio, avrebbero consentito la caccia di selezione tutto l’anno e col visore notturno al cinghiale, e la moltiplicazione degli abbattimenti di altri ungulati come il capriolo. Ma anche il sovraffollamento di ambiti di caccia e comprensori alpini col reclutamento di cacciatori non residenti sempre per il controllo dei presunti ungulati in eccesso». POI LA LAC amplia il discorso: «Affermando che non esistono alternative alla caccia, Rolfi continua a fingere di non sapere nulla degli studi che dimostrano come gli abbattimenti finiscano per moltiplicare gli effettivi delle specie che si voglio ridurre. Ma continua anche a fingere di dimenticarsi di sentenze e leggi. Come quella dello scorso anno del Consiglio di Stato che obbliga la Regione ad allargare l’elenco dei valichi montani interessati dalla migrazione degli uccelli nei quali vietare ogni forma di caccia. C’è voluto un secondo ricorso per mancata ottemperanza presentato per la Lac sempre dall’avvocato Claudio Linzola perché il Consiglio di Stato ricordasse l’impegno non mantenuto». Ma a Milano sono riusciti a prendere ancora tempo, stralciando un paio di valichi (in commissione Agricoltura) e rinviando a settembre l’approvazione del nuovo elenco che doveva essere votato dal consiglio regionale mercoledì. Si vuole aprire la nuova stagione di caccia senza cambiare nulla? La Lac preannuncia il secondo ricorso al Consiglio di Stato per «far accertare l’ulteriore inadempimento: altre spese per tutti i lombardi». L’associazione fa anche il punto sul caso roccoli, ricordando che «il tentativo regionale dello scorso anno di riaprire gli impianti di cattura degli uccelli da trasformare in richiami vivi aveva incassato una sospensiva del Tar grazie sempre all’intervento dell’avvocato Linzola. Poi lo stesso provvedimento è stato impugnato dal Governo, e per questo nell’udienza di merito il Tar ha chiuso la pratica. Non ha fatto altrettanto l’Anuu migratoristi, che ha ricorso al Consiglio di Stato contro l’impugnazione dell’esecutivo; salvo poi scontare un errore procedurale del proprio legale il quale, sbagliando la notificazione, che il Tar a settembre potrebbe dichiarare nulla, ha auto affossato il proprio ricorso». •

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