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16.10.2019

Cantieri pubblici, è una «corsa al ritardo»

Il sottopasso di Sonico rimasto in sospesoIl ponte ferroviario della località Dazza di Sonico sempre imbragato
Il sottopasso di Sonico rimasto in sospesoIl ponte ferroviario della località Dazza di Sonico sempre imbragato

Chissà perché non pochi cantieri relativi a piccole o grandi opere pubbliche partono a razzo per poi misteriosamente bloccarsi quando sono quasi arrivati in dirittura d’arrivo? Tralasciando la riqualificazione della statale 39 dell’Aprica nell’area della galleria di Corteno, stoppata dal ritrovamento di arsenopirite, i casi più recenti di lavori al palo si riferiscono ai due ponti ferroviari di Capo di Ponte e Sonico. E, sempre nel paese alle porte di Edolo, a un sottopasso commissionato dal Comune. PARTIAMO da quest’ultimo: doveva vedere la luce lo scorso giugno e invece è ancora sbarrato dalle transenne e inutilizzabile. Quattro mesi di ritardo non sono un po’ troppi? «Ci sono stati degli imprevisti che hanno determinato una variante - replica il sindaco Gian Battista Pasquini -. Abbiamo dovuto rimettere mano al progetto delle finiture, approvarlo e bandire un nuovo appalto. Rimangono da risolvere alcuni dettagli con l’impresa vincitrice, poi potremo indicare la data di ultimazione». In sintesi: il sottopasso doveva costare poco più di centomila euro. Gli inconvenienti hanno determinato l’esborso di altri 40 mila circa, oggetto del bando di gara. E veniamo ai due manufatti della linea ferrata che da più di un anno sono avvolti da una ragnatela di tubi metallici. I ponti di Capo di Ponte e in località Dazza di Sonico, entrambi vecchi di oltre 100 anni, pur non avendo problemi di staticità necessitavano di alcune manutenzioni. Così, Trenord ha avviato la conservazione delle superfici in calcestruzzo con l’eliminazione della percolazione delle acque piovane. Inoltre, il progetto prevedeva l’idropulizia dei graniti degli archi, il rifacimento dei cordoli e la rimozione dei vecchi parapetti in ferro. Doveva finire tutto lo scorso novembre, invece, dopo aver montato le impalcature e aver trattato il calcestruzzo, da un giorno all’altro gli operai sono spariti e nessuno sa quando e se i lavori riprenderanno. Inutili le telefonate alla società: abbiamo mollato la presa dopo essere stati rimpallati per mezz’ora da un ufficio all’altro. •

Lino Febbrari
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