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23.05.2019

Carta dei diritti dell’Adamello: «C’è un ghiacciaio da salvare»

La sopravvivenza dei ghiacciai alpini è sempre più minacciata:  anche l’Adamello rischia di scomparire
La sopravvivenza dei ghiacciai alpini è sempre più minacciata: anche l’Adamello rischia di scomparire

Ridurre le disuguaglianze, introdurre modelli responsabili di produzione e di consumo, contrastare i cambiamenti climatici, sconfiggere la povertà e garantire a tutti il diritto alla salute e all’istruzione. Sono solo alcuni dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030, su cui l’Università degli Studi di Brescia ha aperto una riflessione attraverso un ciclo di seminari concluso ieri dopo un percorso biennale. L’INIZIATIVA. Sull’onda di questa serie di incontri, e per dare continuità all’impegno su tematiche delicate e sempre più sentite a livello globale, l’ateneo ha dato vita al Centro di ricerca e documentazione per l’Agenda dello sviluppo sostenibile 2030 (CRA 2030), diretto dal professor Francesco Castelli, delegato alla cooperazione e allo sviluppo, e del quale fanno parte rappresentanti accademici dei diversi dipartimenti. Il nuovo Centro si propone di promuovere e divulgare i temi della sostenibilità nella comunità accademica e nella società civile. Primo atto altamente simbolico sarà sul ghiacciaio dell’Adamello, la cui sopravvivenza è messa a serio rischio dal riscaldamento globale: il 19 luglio l’Università di Brescia con il CRA 2030, insieme ad altri atenei, istituzioni e al Cai, darà vita a «Climbing for Climate», simbolica camminata sul ghiacciaio della Valcamonica, e firmerà la Carta dell’Adamello, per puntare i riflettori sull’urgenza di scegliere uno sviluppo sostenibile. «Sono molte le attività che abbiamo allo studio, l’intenzione è quella di valorizzare le ricerche dell’Università sullo sviluppo sostenibile, raccogliere e rendere consultabile materiale documentale sul tema, supportare l’attività didattica e realizzare un’analisi sul territorio provinciale, per completare un tassello mancante in tema di sostenibilità», spiega il professor Castelli, ricordando che sostenibilità significa riuscire a soddisfare i nostri bisogni senza compromettere quelli delle generazioni future. A sostenere UniBs nel progetto CRA 2030 sono Aib e Fondazione Asm: da settembre, al termine dei lavori di ristrutturazione, il nuovo Centro avrà anche una sede nell’edificio annesso alla chiesa di Santa Maria del Lino, in piazza del Mercato. «L’impegno sui 17 obiettivi prosegue grazie al nuovo Centro di ateneo - sottolinea il rettore Maurizio Tira - Siamo consapevoli che entro il 2030 tutti i target dell’Agenda Onu non potranno essere raggiunti, ma siamo convinti che gli obiettivi servono a tracciare una rotta, a far lavorare le persone verso una meta condivisa: il ruolo dell’Università è proprio quello di cercare e indicare le strade concrete per arrivare a realizzarli». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lisa Cesco
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