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10.12.2019

Cerveno, sarà
un Capodanno
più «povero»

Uno scorcio di CervenoL’ultima e unica bottega di Cerveno va verso la chiusura
Uno scorcio di CervenoL’ultima e unica bottega di Cerveno va verso la chiusura

Sarà un Capodanno più povero quello che si prepara a Cerveno; soprattutto per gli anziani del paese. Perchè dopo vent’anni di attività, il 31 dicembre Rosanna Moncini, il marito Domenico Pedretti e la figlia Chiara lasceranno il negozio di alimentari, e in paese non sarà più possibile fare la spesa: per ora infatti non c’è nessun candidato per rilevare la gestione. Il punto vendita si trova in via Grera e si affaccia direttamente su piazza Prudenzini: era l’unico rimasto e da ora in avanti la gente del paese dovrà rassegnarsi a trasferte a Losine o a Ono San Pietro; oppure scendere a valle e raggiungere i quattro supermercati aperti tra Niardo e Breno. Recentemente i coniugi Pedretti avevano anche effettuato importanti investimenti per il negozio, che ha anche la licenza di tabaccheria; ma la situazione stava diventando insostenibile, con una clientela sempre più ridotta anche, appunto, per la concorrenza spietata dei supermercati. Sarà un addio ancora all’insegna delle spese; in questo caso davvero inutili. Perché essendo titolari della tabaccheria, e non potendo per legge cedere la licenza fuori paese, saranno costretti a versare una penale ai Monopoli. Nel frattempo la società cooperativa sociale Sorriso, che con il marchio Crai gestisce diversi negozi d’alimentari in Valcamonica, avrebbe accettato di ritirare la merce in giacenza ma non sarebbe disponibile in futuro a prendere in carico l’esercizio. La preoccupazione per la chiusura è evidente ed è Antonio Danesi, ex capogruppo degli alpini ed ex consigliere comunale, a farsi portavoce del disagio al quale si dovranno abituare i clienti: «Il negozio di Rosanna e Domenico è un punto di riferimento soprattutto per gli anziani di Cerveno che da sempre fanno la spesa qui. Sono veramente rammaricato ed è auspicabile che qualcuno si faccia avanti perché è davvero triste che in un paese di poco meno di 700 abitanti a breve non ci sia più un punto vendita». LA CHIUSURA del negozio potrebbe avere ripercussioni anche sul confinante bar «Il troglodita» gestito da Mina Moncini da 41 anni, la quale a sua volta lamenta un calo della clientela: «Sto pensando seriamente di lasciare a breve scadenza e la decisione della famiglia Pedretti potrebbe anche accelerare il mio pensiero». Il bar e il negozio sono da anni gli unici punti di riferimento e anche di socializzazione per la gente, e presto la centrale piazza Prudenzini potrebbe apparire tristemente vuota. La sindaca Marzia Romano si sta impegnando per trovare una soluzione positiva e ha cercato di sostenere i Pedretti con la riduzione delle tasse comunali e la ricerca di un nuovo gestore, ma per ora non ne è uscito nulla.

Luciano Ranzanici
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