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14.09.2019

Cinque chilometri salveranno le malghe

Quando le temperature scendono e i pascoli alpini diventano giocoforza meno generosi, gli alpeggi si svuotano. Fino alla stagione successiva: testimoni silenziosi di uno stile di vita sempre meno diffuso che inevitabilmente ha fatto della solitudine, della fatica e dell’adattamento alla natura, i denominatori comuni legati ad un numero di persone sempre minore. ACCADE nella maggior parte della catena alpina, succede anche in Valcamonica dove diverse malghe rischiano di essere abbandonate. Tutto questo riguarda anche le malghe della Val Burnega e le Valli Piane, distanti alcune centinaia di metri e legate territorialmente ai comuni di Piancogno e Lozio. Malghe costituite da qualche sasso che funge da muro e qualche lamiera come tetto. Una realtà figlia del disagio misto all’impossibilità di portare materiali più idonei in quei punti: luoghi impossibili da raggiungere se non a piedi, zone dove, in caso di necessità sanitaria, i soccorsi arriverebbero con enormi difficoltà. PER OVVIARE a tutto questo, rendere gli alpeggi meno isolati e di conseguenza ridurne il rischio di abbandono regalandogli un futuro più certo del presente, Val Burnega e Valli Piane sono da qualche settimana oggetto di un cantiere che dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno: all’orizzonte, anche se abbondantemente tracciata, una strada nuova, lunga quasi 5 chilometri necessari a coprire il dislivello tra il punto di partenza, posto a 1500 metri sul livello del mare, e quello di arrivo, a quota 2000 metri. Un intervento finanziato dal programma di sviluppo rurale 2014/2020 per la salvaguardia e la valorizzazione dei sistemi malghivi. Quando i lavori saranno terminati Valle Burnega e Valli Piane potranno finalmente cambiare pelle: potranno essere raggiunte più facilmente dai pastori, oltre che essere zona di transito e suggestioni anche per gli amanti del turismo in mountain bike o del trekking. Una strada che avvicina le malghe alla civiltà consentendo ai pastori, in caso di necessità, di avere una possibilità concreta di accesso ai paesi. Un salto nel futuro per salvaguardare una tradizione, quella degli alpeggi, che ha segnato la storia delle genti di montagna. •

Daniele Bonetti
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