Colossi e Abondio, ultimi affondi poi il voto

di Claudia Venturelli
Dario ColossiPaola AbondioDomenica il turno di ballottaggio  per designare il nuovo sindaco di Darfo Boario
Dario ColossiPaola AbondioDomenica il turno di ballottaggio per designare il nuovo sindaco di Darfo Boario
Dario ColossiPaola AbondioDomenica il turno di ballottaggio  per designare il nuovo sindaco di Darfo Boario
Dario ColossiPaola AbondioDomenica il turno di ballottaggio per designare il nuovo sindaco di Darfo Boario

Per il gruppo di «Progetto Vero» arrivare come prima lista al ballottaggio «è stato un successo - dice il candidato sindaco Dario Colossi - Perché non avevamo apparati alle spalle. Siamo partiti conquistando una persona dietro l’altra, giorno dopo giorno». Un lavoro che è lungo, non solo una campagna elettorale di poche settimane; quello che ha visto Colossi e i suoi arrivare alla candidatura ufficiale è un percorso molto più lungo, «perché ho sempre creduto in questo sogno e quando ha preso piede abbiamo capito che era sintomo della voglia di cambiamento». Una rottura con il passato che al primo turno ha pesato oltre 2800 voti: «Siamo contenti di questo risultato e non ci rimproveriamo nulla. Certo, ora serve un passo ulteriore». Una sfida che sta per arrivare al ballottaggio, il primo della storia del Comune di Darfo Boario Terme. «Progetto Vero» si prepara continuando a fare quello che ha sempre fatto, incontrare le persone: «Stiamo continuando a girare la città, nei suoi luoghi più iconici e rappresentativi per continuare a raccontare il nostro progetto, anche a chi non ci ha votato alla prima occasione. Un progetto che guarda anche al medio-lungo termine». Incontri ed eventi che si legano a doppio filo al territorio che aspetta di conoscere il nome del suo nuovo sindaco: «Abbiamo organizzato cinque eventi, alle terme per presentare il nostro progetto legato all’acqua e al termalismo con degustazione di acqua annesso, siamo stati nelle piazze di Angone e Erbanno, lungo il fiume dove sorgeranno i social point a degustare birre a chilometro zero. Domani (stasera, ndr) è in programma un agritour in bici tra Capo di Lago e Pellalepre, mentre venerdì sera proponiamo un aperitivo al castello di Gorzone con i vini locali». Da sempre molto social, «Progetto Vero» sogna una città completamente nuova, «la nostra proposta è che il comune possa diventare la casa di tutti i cittadini. Sarò - continua Colossi - sindaco di tutti, senza appartenenze politiche». Lo ribadisce dagli esordi e lo ha preteso da chi è al suo fianco, tante personalità e tante competenze che già al primo turno sono state premiate (Pablo Putelli, il più preferenziato di tutte le liste in corsa, ha portato a casa 472 voti). Oggi questa è «una squadra affiatata, cresciuta in questi mesi e pronta a dar seguito a quel sogno di città nuova che abbiamo». Il gruppo che non fa accordi con nessuno prova a farcela con le sue sole forze e ci crede, «continueremo fino alla fine a spiegare il nostro progetto, le nostre idee e il nostro programma. Il nostro obiettivo è far tornare alle urne i 2800 che ci hanno votato al primo turno e convincere chi ha votato altri o non è andato ai seggi a credere nel nostro progetto, che guarda non solo al breve termine». Guarda avanti e «guarda alle reali esigenze della città, non agli opportunismi. Oggi noi possiamo rappresentare anche chi non ha più una connotazione politica».•. Potrebbe essere il primo sindaco donna del comune di Darfo Boario Terme. Paola Abondio e la sua «La Civica» guardano al ballottaggio di domenica con fiducia, nonostante ci si aspettasse qualcosa di più già al primo turno: «I giochi sono aperti - commenta la candidata - e noi ce la vogliamo giocare fino in fondo». Nel frattempo si continua a lavorare, «con lo stesso entusiasmo che ci ha visti in campo per il primo turno». Senza pause né tentennamenti «ci siamo ritrovati subito lunedì sera e insieme abbiamo deciso di continuare ad incontrare le persone per raccontar loro la nostra idea della Darfo del futuro». Che parte, essendo «La Civica» la continuità dell’amministrazione uscente, da basi solide e impegni, anche economici (44 milioni di euro solo in tempi di pandemia), concreti. La visione della città del futuro è chiara: «Una città in cui il commercio, il turismo e l’imprenditoria riprendano vigore, dove la sicurezza rappresenta un tema centrale, dove la vivibilità (intesa come rispetto per l’ambiente, occasioni ed eventi) faccia il resto». Le persone restano al centro, «che siano turisti, residenti, giovani o anziani, noi pensiamo prima di tutto a loro». È a loro che si rivolge il programma, «concreto e realizzabile. Stiamo lavorando sulle frazioni per ricordare alle persone che saranno loro le protagoniste. Riporteremo il medico di base dove manca e sosterremo la rinascita dei piccoli negozi nei centri più periferici». Se da una parte su questa lista continuerà a pesare la continuità dei dieci anni del sindaco Ezio Mondini (e quindi non ha più potuto ripresentarsi per il limite del secondo mandato consecutivo) che si chiudono, dall’altra «sappiamo di poter contare sull’esperienza di chi ha già amministrato, tra gli altri Giacomo Franzoni risultato il più referenziato con 300 voti, e sull’entusiasmo di chi ha competenza ma si affaccia alla cosa pubblica per la prima volta». Lei sarà, qualora venisse eletta, promette Abondio «la sindaca di tutti e garantisco la mia presenza quotidiana in comune perché di questo c’è bisogno (anche se non lascerà la scuola dove è dirigente, ndr). Porterò quella ricchezza e quella sensibilità tipiche dell’essere donna, con la consapevolezza che ho una squadra in cui si fondono esperienza e novità». Una sfida nella sfida che si «fonda su basi solide - torna a ribadire la Abondio -, perché il programma per la città non può essere un prodotto pubblicitario». Quel che è certo è che per arrivare in municipio servono nuovi voti (al primo turno «La Civica» ne ha presi 2149): «Chiediamo a chi ci ha già votato di rinnovarci la fiducia, a chi non è andato a votare di farlo per sostenerci e a chi ha votato altre liste ricordiamo che ci sono dei punti in comune che possono essere punti comuni su cui lavorare, per il bene della città. Fino ad ora ce l’abbiamo messa tutta e non ci rimproveriamo nulla. Abbiamo portato avanti l’idea di una Darfo Boario Terme che guarda al futuro con i piedi ben piantati a terra».•. C.Ven. © RIPRODUZIONE RISERVATA