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07.12.2019

Cure di primavera per il ponte «dimezzato»

Il ponte di Cividate al centro del prossimo restauroUn particolare costruttivo in cattive condizioni
Il ponte di Cividate al centro del prossimo restauroUn particolare costruttivo in cattive condizioni

C’è un ponte a mezzo servizio che ha bisogno di un restauro approfondito, e ci sono aziende importanti che ne aspettano il ripristino per risolvere il problema dei loro carichi pesanti costretti a giri lunghi e tortuosi. Uno stallo che dura da un paio d’anni, ma che in primavera sarà superato grazie al via ai lavori di sistemazione del manufatto lungo lo svincolo d’uscita dalla provinciale 345, a Cividate. Alla fine, sul ponte potranno passare anche mezzi pesanti con carichi superiori alle 100 tonnellate. IL PASSAGGIO è stato interdetto a mezzi di grandi dimensioni da due anni, e la Provincia vuole riaprirlo entro 14 mesi dall’avvio delle opere, impegnando nell’intervento un milione e 300 mila euro. Lo ha annunciato il presidente Samuele Alghisi, intervenuto ieri in Comune a Cividate col presidente di Centro Padane Fabrizio Scuri e il sindaco Cirillo Ballardini. C’erano anche i titolari delle forgiature della zona industriale della Prada, e che finora hanno subito seri disagi con i limiti di peso imposti. Ricordando che il Broletto ha voluto la creazione della srl Centro Padane a supporto dell’ente per accelerare le attività di progettazione e i lavori sulle strade, Alghisi ha poi riassunto il «caso» cividatese: «Lo scorso settembre abbiamo affidato alla società l’incarico di verificare l’efficienza del ponte, in collaborazione con i nostri tecnici, alla luce delle nuove normative. Volevamo metterlo in sicurezza per evitare tragici fatti come quelli recenti e ben noti, per farlo tornare il prima possibile nella disponibilità delle aziende del territorio». Il presidente ha anche annunciato che il prossimo anno verranno effettuate verifiche su altri sette ponti di competenza dell’ente, mentre Fabrizio Scuri ha parlato di un intervento «non facile, perché ogni anno qui transitano circa 600 carichi eccezionali, con un peso oscillante fra le 108 e le 260 tonnellate, e perché di questa costruzione realizzata negli anni ’80 non è più reperibile il progetto originale. Il nostro ingegnere Roberto Salvadori e tecnici di Centro Padane hanno effettuato campionamenti, rilievi e analisi dei materiali utilizzando anche il laser scanner 3D, e in tempi veloci hanno definito il quadro». •

Luciano Ranzanici
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