IL CASO

Dalla Vallecamonica a Pietrasanta nel segno dell'arte, Algarco conquista i cuori

Alessandro Garatti in arte Algarco nasce in Vallecamonica
Alessandro Garatti in arte Algarco nasce in Vallecamonica

La grande arte contemporanea bresciana in questi giorni è protagonista a Pietrasanta in Toscana, dove espone il camuno Algarco, ritenuto uno dei più promettenti artisti contemporanei italiani. Il significato della scultura, intitolata “L’Anfora ai Tempi del Covid" è forte, poiché l’arte diviene il mezzo per raccontare la situazione sanitaria, economica e sociale italiana e in particolare bresciana.  L’ ”Anfora ai tempi del Covid”, realizzata in bronzo, è rimasta a lungo in acqua di mare su specifica idea dell’artista. L’opera di Algarco rappresenta un oggetto malato a causa della Pandemia. Presenta una serie di rotture e lesioni che stanno a simboleggiare i “graffi” e i “dolori” inflitti dal Coronavirus alla nostra società.  L’esposizione collettiva si intitola “La Piazza in Attesa” ed è allestita di fronte al magnifico duomo del centro toscano, in un intrigante connubio tra antico e contemporaneo. Continuerà fino al 23 maggio. È stata organizzata dal Comune di Pietrasanta.  Le opere di Algarco sono state esposte con quelle di maestri del calibro di Christo e Man Ray, ma hanno anche goduto di prestigiosi spazi personali e di un posto prestigioso in collettive italiane. Algarco è uno degli artisti italiani contemporanei più quotati e di certo uno tra quelli che sono considerati “geniali” dalla critica e dal pubblico: sia per il suo estro sia per la manualità. Algarco, diplomato al liceo artistico, sta accrescendo e affinando le sue capacità a Pietrasanta: culla della scultura italiana, dove ha uno dei suoi laboratori e dove vive per parte dell’anno, quando non è a casa sua in Valcamonica. Prossimamente Algarco tornerà ad esporre in Francia, mentre nel recente passato, grazie al critico Giorgio Gregorio Grasso, è stato protagonista degli eventi di Parma Capitale della Cultura e a Venezia. È stato pure a Firenze, a Palazzo Medici, a Lucca, a Piacenza e Milano.

IL PENSIERO DI ALGARCO “Non sono un oratore, quindi scrivo non avrei mai pensato di dovere dare spiegazioni su una delle mie opere, perché mi piace la libertà di pensiero. Amo l’intuizione positiva o negativa che dona all’opera quell’alone di mistero che la innalza ancora di più. L’Anfora è una scelta designata che termina a punta per poter essere piantata come accadeva già nel passato, secondo antichissime usanze, creando un legame molto stretto con la terra, un vero amore per essa. In questa epoca di grandi cambiamenti, di grandi disastri atmosferici mi domando cos’altro possa significare un’anfora in un quadro rotto. La vita, la sopravvivenza, l’anfora come simbolo di ogni uomo e animale terreno che si trova in questa realtà, Una rappresentazione quasi universale, credo. L’Anfora oscura il fondo, il fondo taglia e disegna nei vuoti con ombre la parete quasi per reazione. Le cornici oscurano i fondi e i tagli, che si protraggono con le loro ombreggiature fuori dal quadro stesso. Tutto si muove e quindi è vivo”.

BIOGRAFIA - Alessandro Garatti in arte Algarco nasce in Vallecamonica il 10 Dicembre 1983. Si diploma al Liceo Artistico di Lovere (BG) dove è allievo alla cattedra di scultura del Professor Cividini Gregorio. E’ proprio negli anni del Liceo che lentamente nasce un curioso interesse per l’arte scultorea; interesse che si rafforzerà nel tempo fino a sfociare in un profondo amore, in una passione quasi maniacale che lo condurrà in futuro ad una ricerca, ad un confronto con la tradizione. Sempre negli anni del Liceo sono significativi i brevi tirocini che compie nella falegnameria di Pietro Ercoli, figlio dello scultore camuno di “stampo” sacro Giacomo Ercoli. Grazie anche a queste esperienze aumenterà in lui l’interesse per la scultura e saranno fondamentali una volta diplomato a convincerlo con piena fermezza al proseguire gli studi in campo artistico. Attratto dall’arte classica decide così di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Roma. Qui tuttavia rimarrà solo sei mesi e su vari consigli si trasferirà all’Accademia di Belle Arti di Carrara, che a sua volta abbandonerà per apprendere l’Arte del Marmo a Pietrasanta nello studio del Maestro Artigiano Pellacani Blasco. Comincia così un percorso tutto “suo” dove il misurarsi con la tradizione diventa il suo primo e forse unico motivo… Tuttavia la sua esperienza artigianale con l’Arte del Marmo contribuirà ad accrescere in lui la padronanza nei confronti della materia e a formare in parte con tratti nostalgici il suo lato umano, forse anche per lo stretto contatto con un mestiere così antico, umile ma allo stesso tempo nobile. Sempre a Pietrasanta dove ai laboratori del Marmo si susseguono le Fonderie Artistiche del Bronzo, fondamentale per Algarco sarà l’approccio con l’Arte Antica della Fusione a cera persa. Questa lo affascinerà profondamente al punto di divenire la sua materia prediletta per esprimersi. Sotto la guida e i consigli di Mario Tartarelli compie la sua prima esperienza che lo appassionerà al punto di condurlo ad approfondire quest’arte. Ciò sarà reso possibile trovando “rifugio” nella Fonderia Artistica Da Prato dell’Architetto Massimo Da Prato dove tutt’ora realizza le sue opere. E’ qui che oltre a convivere con l’arte contemporanea ha appreso e apprende i più antichi segreti di questo mestiere, in particolare grazie ai suggerimenti, stimoli e ripetuti insegnamenti del grande Maestro Artigiano Marco Barsanti detto Magò e di tutti gli altri grandi Artigiani della Fonderia: Fabio Maestrelli, Massimo Costa, Nicola Morriconi, Marco Genovesi, Fabio Romiti, Stefano Del Freo, Antonio Lombardi, Stefano Lenzoni, Vasco Francesconi e Davide Da Prato con cui sta convivendo e realizzando i suoi progetti.

Suggerimenti