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15.05.2019

Alzheimer, un sostegno per le famiglie

La casa di riposo Angelo Maj di Darfo
La casa di riposo Angelo Maj di Darfo

A credere per primo nel progetto è stato il Comune di Darfo, che venerdì sera alle 20.30, nella sala polifunzionale della Rsa Angelo Maj, lo presenterà alla popolazione. Si parlerà di un percorso pensato per affiancare e sostenere le persone che soffrono di demenza e i rispettivi familiari. Se è vero che le 600mila persone che ne soffrono in Italia, il 4% della popolazione over 65, sono in aumento, è bene conoscere la malattia e i metodi per affrontarla. «Perchè vivere un tempo di qualità è ancora possibile nonostante la demenza - afferma l’ideatrice Letizia Espanoli -. Non esiste una cura, ma con il progetto “Sente-mente” è possibile essere traghettati oltre il dramma della malattia e allenarsi a una maggiore autoefficacia e consapevolezza». Il progetto utilizza un approccio nuovo dedicato alla creazione di benessere che focalizza l’attenzione più su quanto la persona conserva che non su quanto stia perdendo, e parte dal presupposto che la capacità di provare emozioni e sentire quelle degli altri resti intatta fino all’ultimo respiro. Il Comune, con l’associazione «Alzheimer insieme», ha abbracciato la sfida, e il piano è diventato «Sente-mente comunità amica delle persone che convivono con la demenza». Dopo la presentazione dell’iniziativa di supporto nella Angelo Maj seguiranno 20 incontri che coinvolgeranno e sensibilizzeranno più settori della cittadinanza: dalla parrocchia ai centri anziani, passando per commercianti, scuole e forze dell’ordine. A settembre, infine, il laboratorio gratuito dedicato ai familiari delle persone che convivono con la malattia, momento privilegiato per offrire strumenti ed esperienze per affrontare al meglio la vita accanto al proprio caro, migliorando e sostenendo la qualità della vita. «C’È ANCORA molto da fare ma questo è sicuramente un buon inizio - ha ricordato in chiusura l’ideatrice dell’evento -, per alleviare le famiglie dal peso della solitudine e dell’impotenza e per diffondere una cultura che metta al centro le persone e non la malattia, perché #lavitanonfinischeconladiagnosi». •

C.VEN.
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