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03.10.2019

Diamalteria, il clima è cambiato

I lavoratori in sciopero davanti alla Diamalteria di Darfo
I lavoratori in sciopero davanti alla Diamalteria di Darfo

Ha da poco festeggiato i 110 anni di attività, può contare su un gruppo solido di dipendenti che hanno sempre dimostrato responsabilità e flessibilità. Eppure, negli ultimi anni anche nella storica «Diamalteria» di Darfo qualcosa si è rotto, tanto che ieri tutti i turni hanno incrociato le braccia fuori dai cancelli per chiedere rispetto e condivisione delle scelte. «La goccia che ha fatto traboccare il vaso - ha spiegato Donato Bianchi, coordinatore della Flai Cgil di Vallecamonica e Sebino - è stato il licenziamento di una lavoratrice la cui funzione, improvvisamente, nell’ambito di una riorganizzazione è sparita». La richiesta è non solo quella di ritirare la procedura di licenziamento, ma anche di «affrontare l’organizzazione del lavoro a partire dal diritto dei lavoratori di usufruire di ferie e permessi». Fino al 2016 questa fabbrica che produce malto per la grande distribuzione era un’isola felice, «i rapporti - afferma Daniele Cavalleri della Fai Cisl Brescia - sono sempre stati buoni, fino a quando è cambiato il gruppo dirigente che dal 2016 a oggi ha portato all’uscita di più di venti persone». Una cinquantina in totale i dipendenti attuali tra stabilimento di Darfo e uffici di Milano, tutti solidali nei confronti della collega in fase di licenziamento. «Non siamo qui a scioperare perché manca il lavoro - ha proseguito Bianchi -, ma perché l’azienda sta prendendo decisioni organizzative non condivise con i lavoratori né con i sindacati». «110 anni di storia - chiude Cavalleri - non hanno insegnato niente: qui non sanno cosa è il rispetto delle regole e dei lavoratori». È il primo sciopero, ma se l’azienda non darà risposte positive la mobilitazione in corso Lepetit proseguirà, da oggi, con il blocco delle straordinarie. •

C.VEN.
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