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16.07.2019

Italsider, il Comune fa il punto su un progetto «impossibile»

L’ex Italsider di Corna di Darfo resta un problema aperto
L’ex Italsider di Corna di Darfo resta un problema aperto

Non sono state le mille firme raccolte dal neonato comitato creato appositamente per chiedere la bonifica dell’area a far muovere (nuovamente) l’amministrazione comunale di Darfo attorno al caso dell’ex Italsider di Corna. Amministrazione che per fare chiarezza, nei giorni scorsi ha messo nero su bianco tutti i passi fatti in questi anni dal Comune per provare a risolvere una situazione complessa e a tratti ancora non completamente chiara. L’ULTIMO in ordine di tempo risale a venerdì, quando il sindaco Ezio Mondini ha incontrato alcuni funzionari della Regione, l’ente che nel 2005 aveva inserito l’area nell’elenco dei siti industriali da bonificare. Un incontro interlocutorio, servito solamente a ribadire che la strada non sarà breve. Dal 2002 al 2012 la proprietà dell’area è della Darfo spa, che poi cambia nome in Darfo Trade srl. Nel 2009 si arriva alla conferenza di servizi che approva il Piano di caratterizzazione, ma nei tre anni che seguono la proprietà allunga i tempi per l’applicazione del piano, fino alla sentenza che determina che la proprietà è passata alla Cogefim immobiliare srl, poi ceduta nel 2017 a un’altgra srl, la Casafiorini. Da quel momento è iniziata una complessa vicenda legale motivata dalla necessità di conoscere la reale proprietà dell’area e le responsabilità sull’inquinamento del sito. La prima lettera firmata da Mondini alla nuova proprietà risale al 4 dicembre 2017, ma resta senza risposta. A novembre dello scorso anno la polizia locale della città ordina la messa in sicurezza dell’area; la proprietà risponde con qualche piccolo lavoro che però non è sufficiente. Così senzatetto e piccoli criminali continuano a utilizzare i locali fatiscenti dell’area nel cuore di Corna. Si fisseranno altri incontri con la proprietà e gli avvocati di questa, ma la risposta sarà sempre una sola: il nulla. Così da una parte resta il Comune, che non ha certo le possibilità per mettere in sicurezza quest’area e che per questo chiede il sostegno della Regione. Una vicenda che si annuncia complessa anche per il futuro, anche se nel frattempo una nuova ordinanza è partita dagli uffici della polizia locale: impone alla proprietà di chiudere gli accessi, rimuovere i cumuli di immondizia nei locali abbandonati e mettere in sicurezza le parti pericolanti che si affacciano su due strade pubbliche e molto frequentate. «Resta una situazione di complessa gestione» dichiara il primo cittadino che ora spera, insieme alla Regione, di fare qualche passo avanti verso «l’esproprio dell’intera area per elaborare poi un piano di recupero». •

Claudia Venturelli
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