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08.04.2020

«Deflussi azzerati? I torrenti spariranno»

Un’immagine emblematica e purtroppo non rara del torrente Grigna
Un’immagine emblematica e purtroppo non rara del torrente Grigna

Luciano Ranzanici Arriva un’altra censura alle dichiarazioni dell’assessore regionale all’Agricoltura. In previsione della siccità estiva, Fabio Rolfi (Bresciaoggi ne ha già parlato) vorrebbe aiutare le monocolture della pianura bresciana e mantovana azzerando l’obbligo del rispetto del deflusso minimo vitale (Dmv) per i fiumi e i torrenti della Valcamonica già prosciugati da una miriade di captazioni. Lo ricorda anche il comitato «Amici del torrente Grigna», i cui attivisti definiscono la proposta di Rolfi «un favore ai produttori idroelettrici che regalerà loro più acqua; e in particolare al mini idroelettrico, che sopravvive solo grazie ai finanziamenti pubblici pagati da tutti noi». LEONIDA Magnolini, il portavoce, ricorda che i cambiamenti climatici e i relativi effetti sulle coltivazioni sono noti da almeno un decennio, e sottolinea negativamente anche il fatto che «questa proposta viene avanzata nel clima di estremo disagio e di preoccupazione causati dal- l’emergenza sanitaria». Gli Amici del Grigna affermano che la situazione sanitaria non deve far comunque far diminuire l’attenzione per la tutela dell’ambiente, e ricordano che «azzerare il Dmv in fiumi e torrenti favorirà l’aumento dei carichi inquinanti con conseguenze immaginabili anche per la salute, messa nuovamente in pericolo da batteri e virus». L’associazione ricorda poi che la Regione non ha applicato (come previsto fin dal 2015 dalle norme europee) i fattori correttivi, una sorta di «Dmv potenziato» con l’adozione di parametri che lo raddoppiano, «e oltre al danno ambientale, ciò ci espone alle conseguenze economiche delle infrazioni comunitarie, perché la Lombardia sta violando la Direttiva quadro sulle acque. La possibilità di azzerare deflussi già ora insufficienti porterebbe a un gigantesco disastro ambientale in Valcamonica, con la scomparsa degli affluenti dell’Oglio di entrambe le sponde, punteggiati da centinaia di captazioni di grandi e soprattutto di mini impianti idroelettrici; cancellerebbe gli ecosistemi dei torrenti ridotti perennemente a pietraie». Ancor più nello specifico, gli Amici del Grigna non accettano la ventilata fine dei deflussi nei corsi d’acqua a nord del lago d’Iseo, «dato che tutte le portate, comprese quelle che entrano negli impianti idroelettrici, confluiscono proprio nello stesso lago. Se in condizioni d’emergenza si dovessero regolare provvisoriamente i deflussi, toccherebbe a quelli che riguardano il corso dell’Oglio a valle del Sebino». •

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