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19.11.2019

Dissesto, due
emergenze
in cerca di fondi

Artogne: una immagine di repertorio di lavori effettuati nel fosso Ramello
Artogne: una immagine di repertorio di lavori effettuati nel fosso Ramello

La zona industriale di Artogne che si affaccia su via Fornaci è da tempo al centro dell’attenzione: il problema è rappresentato dallo smaltimento delle acque piovane. Gli interventi sulla rete fognaria si sono succeduti, ma l’insediamento produttivo è nato a fianco della parte finale dell’alveo della Val Vedetta, un torrente problematico, e trovandosi al termine del reticolo idrico, ogni acquazzone fa sentire il suo peso. Per tentare di risolvere la situazione, il Comune si è messo a cercare fondi. Lo fa affidandosi a un paio di bandi della Regione destinati a finanziare i municipi montani e gli interventi per opere di difesa del suolo e di regimazione idraulica. I piani di intervento ci sono già, e le ipotesi progettuali prevedono di intervenire sul tratto finale della Val Vedetta e del fosso Ramello, l’invaso che convoglia l’acqua piovana verso il fiume Oglio. Qui le esondazioni, l’ultima lo scorso anno, colpiscono sia l’area industriale, sia la zona residenziale confinante nata nel fondovalle in località Fornaci. Scarichi del troppo pieno messi in difficoltà, fognature che rischiano di scoppiare a causa dell’aumento della pressione, tombini di raccolta che non servono a nulla. In vista di un intervento complessivo che consenta di adeguare la sezione dell’intero fosso Ramello, il primo lotto funzionale - se verrà finanziato - prevede un impegno di spesa di 475.839 euro. Di recente da Milano è stata chiesta l’analisi delle terre depositate negli anni, per valutare eventuali interventi di aumento della capacità di invaso del reticolo.


UN ALTRO progetto per il quale l’ente locale è alla ricerca di fondi riguarda alcune opere di difesa del suolo e di regimazione delle acque nella località Marochello, appena sotto la frazione Piazze. In questo caso si tratta di consolidare la strada e un tratto di versante a monte con interventi di ingegneria naturalistica, palificazioni, drenaggio superficiale delle acque e inerbimento. La spesa complessiva di 110 mila euro dovrebbe essere coperta per il 90% dalla Regione e per il resto da fondi a carico dell’amministrazione. Intanto proseguono i lavori di sistemazione del torrente Re vicino all’abitato: hanno già ricevuto il sostegno regionale, che ha consentito di rifare alcune briglie, assestare tratti di argine e ripulire l’alveo da piante e sterpaglie.

Domenico Benzoni
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