Dramma sfiorato La valanga è scesa in mezzo alle case

Tra le case di Campolaro sono arrivati circa 200 metri cubi di pesante massa nevosaI soccorritori impegnati nella ricerca di possibili persone sepolteI  cani da valanga  hanno ispezionato la scia di ghiaccio scesa da quota 2.200  fino alla frazione di Bienno
Tra le case di Campolaro sono arrivati circa 200 metri cubi di pesante massa nevosaI soccorritori impegnati nella ricerca di possibili persone sepolteI cani da valanga hanno ispezionato la scia di ghiaccio scesa da quota 2.200 fino alla frazione di Bienno

Era sotto controllo da giorni perché i sopralluoghi del nivologo lo avevano previsto. Poi, la situazione è stata aggravata dalle ultime precipitazioni di neve «pesante» oltre i 1.500 metri di quota. Così ieri mattina Campolaro si è svegliata invasa da una valanga che si è staccata dai 2.200 metri del monte Trabucco ed è arrivata sulla strada, tra le case e le auto parcheggiate. Fortunatamente nessuno è rimasto sotto, lo hanno confermato le ricerche del Soccorso alpino che anche con tre operatori cinofili ha setacciato tutta l’area, ma quanto è successo ha messo a tacere le tante polemiche che anche quest’anno non sono mancate sulla chiusura della 345 disposta dalla Provincia. IN QUOTA insieme ai tecnici del Cnsas i due elicotteri del 118 di Brescia e Bergamo che hanno fatto base al campo sportivo di Bienno e aiutato nelle operazioni di bonifica dall’alto. Sul posto anche il sindaco di Bienno Massimo Maugeri, che in serata ha convocato una riunione straordinaria, la Protezione civile, il Soccorso alpino della guardia di finanza e i vigili del fuoco. Dopo ore di ricerca si è potuto parlare di un dramma evitato, visto che nonostante gli allarmi arrivati da più fronti, il pericolo valanghe sottolineato dagli esperti, la strada chiusa da settimane e non ultima la zona rossa, l’area attorno a Campolaro è stata attraversata da alcuni scialpinisti: lo confermano anche le due auto rimaste coinvolte arrivate nella località ieri mattina. Inizialmente si è temuto il peggio, si è iniziato subito a sondare il terreno per verificare la presenza di persone sotto quel cumulo pesante di neve (poco più di 200 metri cubi) schiacciato tra una quindicina di case. Le operazioni sono state lunghe, non senza pericoli e hanno coinvolto una quarantina di uomini e molti mezzi. Solo nel tardo pomeriggio è cessato l’allarme. Il versante, privo di tanti alberi portati via prima dall’incendio del 2017 poi dalla tempesta Vaia, è più fragile del solito e le valanghe, che qui sono sempre state le protagoniste, sono diventate sempre più frequenti. Le abbondanti precipitazioni delle vacanze di Natale hanno ripetutamente portato in quota il nivologo incaricato, che nelle relazioni ha sempre parlato di «pericolo persistente per instabilità del manto nevoso». Lungo la strada la Provincia, titolare del tratto che porta a Crocedomini, aveva iniziato i lavori di sgombero in vista di una possibile riapertura, ma questo episodio rallenta tutto. Intanto il sindaco di Bienno ha emesso un’ordinanza che vieta l’avvicinamento in auto e anche a piedi. A sorvegliare ci saranno Protezione civile e carabinieri forestali. •

Claudia Venturelli