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22.08.2019

Acqua, Edolo perde la guerra Ora l’Enel passerà all’incasso

Edolo con sullo sfondo la vasca di accumulo della centrale Enel
Edolo con sullo sfondo la vasca di accumulo della centrale Enel

È una notizia che farebbe tremare i polsi anche all’amministratore pubblico più esperto, e sicuramente i contenuti destabilizzeranno i conti municipali, perché il denaro che ora deve essere restituito è stato speso da tempo. La sostanziosa somma dovrà essere resa con gli interessi legali che si sono accumulati in sedici anni di beghe giudiziarie e, senza tenere conto delle onerose spese legali, in aggiunta è stabilito anche un versamento previsto dalla legge a titolo di contributo unificato per chi fa ricorso e lo perde: complessivamente si tratta di circa 2 milioni e duecentomila euro che il Comune di Edolo dovrà versare all’Enel. Lo ha stabilito lo scorso 6 giugno, con la sentenza numero 15383, la Corte di Cassazione a sezioni civili riunite. Così i magistrati hanno scritto la parola fine in calce a una vicenda che si trascina dal 1999, e che non ha nulla a che vedere con l’altra battaglia sull’Ici, anch’essa avviata ai tempi in cui in municipio governava il sindaco Gianpiero De Toni. SEMPLIFICANDO al massimo, perché la questione è molto complessa per i non addetti ai lavori, diciamo che l’allora sindaco riteneva che i sovracanoni per il pompaggio dell’acqua della grande centrale sotterranea alle porte del paese, dal vascone di accumulo ai laghi d’Avio, spettassero unicamente ai Comuni di Edolo e di Sonico, sui cui territori insiste il bacino artificiale, e non anche ai cosiddetti comuni rivieraschi dell’alta valle. Una convinzione «geografica» e tributaria che ha portato nel tempo a ingiunzioni di pagamento e a pignoramenti che hanno costretto l’Enel a saldare le bollette, ma che allo stesso tempo hanno spinto l’azienda a impugnare tutti gli atti che la riguardavano davanti al Tribunale delle acque pubbliche e alla Commissione tributaria. SONO TRASCORSI gli anni, e dopo il commissario prefettizio nel 2009 in municipio è arrivato Vittorio Marniga. Nel 2012 la sentenza di primo grado ha dato ragione al Comune e l’amministrazione ha intavolato una trattativa con la controparte per sanare il passato e per trovare un accordo sugli anni seguenti; intesa poi raggiunta per le annualità 2004-2013 con l’incasso di circa 1.700.000 euro. Poi, nell’ottobre del 2015 il Tribunale superiore delle acque in appello ha ribaltato la precedente sentenza e l’attuale amministrazione civica, che si era insediata l’anno precedente, ha deciso di fare ricorso in Cassazione. IL 6 GIUGNO scorso, come detto, la svolta decisamente molto negativa per l’ente locale: i magistrati hanno deciso di confermare quanto statuito nella sentenza di secondo grado, e quindi ora la scelta passata in giudicato obbliga il Comune a restituire circa due milioni e 200 mila euro a Enel Produzione. Na sarà ovviamente semplice: trattandosi di un debito fuori bilancio, l’amministrazione dovrà trovare le ingenti risorse necessarie, e magari convincere il potente creditore ad accettare il pagamento dilazionato negli anni a venire. •

Lino Febbrari
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