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23.06.2019

Il Grigna è in secca ma riceve solo parole

Il torrente Grigna è ridotto a una pietraia dai prelievi idroelettrici
Il torrente Grigna è ridotto a una pietraia dai prelievi idroelettrici

Nel 2021 saranno trascorsi vent’anni dalla presentazione dell’ingegner Alessandro Berdini, per conto della società «Terzo Salto» del gruppo Tassara, dello studio di impatto ambientale preparatorio alla costruzione di una centrale idroelettrica sul torrente Grigna di Esine. Il piano venne inviato alla Regione, e da allora per il corso d’acqua è iniziata un’agonia. Parlando della quantità d’acqua da rilasciare nel torrente, il tecnico scriveva che «...lo spillamento dalla condotta forzata all’altezza dei tre scarichi (di Esine, Berzo Inferiore e Bienno) è previsto nella quantità di 200 litri al secondo ciascuno per un totale di 600 litri», e lo stesso documento riconosceva il ruolo di controllo dei tre Comuni e il rispetto del deflusso minimo vitale imposto dalla Regione. In allegato c’era anche il parere espresso da Graia, una società di consulenza ambientale, ma tutto ciò è rimasto sulla carta. In quasi vent’anni di acqua sotto i ponti ne è passata davvero poca a Esine, e nel frattempo, per combattere lo scempio è nato il gruppo Amici del torrente Grigna, sempre in prima fila per cercare di far rispettare (inutilmente) gli obblighi a Terzo Salto. LE ULTIME novità? In aprile l’Ufficio territoriale regionale di Brescia ha comunicato ai sindaci e al portavoce degli Amici, Leonida Magnolini, che è in atto una sperimentazione (sollecitata a più riprese dai tre Comuni) con la quale è stato imposto d’ufficio alla società il famoso rilascio di 250 litri al secondo, ma per ora non esiste un protocollo che la ufficializzi. «Peccato che non si specifichi la quantità d’acqua da immettere nel Grigna per verificare quale quantitativo è in grado di garantire la conservazione del suo ecosistema - commenta Magnolini -, e peccato che non si indichino i tempi della stessa sperimentazione. Inoltre è sorprendente che in questa fase vengano ignorati i tre Comuni, considerato che nel decreto regionale sta scritto che spetta a loro decidere la quota d’acqua da rilasciare in aggiunta al deflusso minimo vitale ora portato dalla Regione a 250 litri al secondo». Gli Amici del Grigna attendono che il protocollo di sperimentazione diventi finalmente realtà, secondo le indicazioni della Direzione generale Enti locali - Gestione usi idroelettrici. Intanto il Grigna resta una pietraia rianimata periodicamente solo dalla pioggia, percorsa illegalmente dagli amanti dell’enduro e con i pesci che boccheggiano e muoiono. •

Luciano Ranzanici
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