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14.04.2019

Viaggi nell’agricoltura Il mais dell’Ottocento spopola nella media valle

Il mais nero spinoso in vetrina per rilanciare l’agricoltura camuna
Il mais nero spinoso in vetrina per rilanciare l’agricoltura camuna

Anno dopo anno questo progetto di tutela della biodiversità vede nuovi sostenitori, e stamane dalle 9 alle 12 nella Sala della Cultura del Comune di Esine, e nello stesso orario nella piazza del Comune a Piamborno, l’associazione nata per salvarlo e rilanciarlo farà una nuova distribuzione ai coltivatori del territorio delle sementi del mais nero spinoso. Questa antica varietà di cereale da farina alimentare si coltivava fin dalla fine dell’800 nei territori dei due paesi, in particolare all’Annunciata di Piancogno, ed è stata riscoperta e valorizzata grazie alla consulenza scientifica dell’Università della Montagna di Edolo. Prima della metà del secolo scorso gli studiosi del Crea (il Consiglio di ricerca in agricoltura) di Bergamo avevano recuperato e conservato la specie catalogandola con l’etichetta di «mais blù della piana di Esine e Piancogno», e Crea a parte, i preziosi semi geneticamente originali vengono conservati in purezza dalle famiglie Saloni all’Annunciata di Piancogno e Plona, a Plemo di Esine: i garanti dell’assenza di contaminazioni. Un anno fa in questo stesso periodo si è costituita l’associazione di tutela, mentre sei anni fa l’allora laureanda Francesca Patarini realizzò la sua tesi su questa specie. Ora il cereale camuno, che risulta iscritto dal 2015 nella sezione «Varietà da conservazione» del Registro nazionale delle specie agrarie e orticole (su impulso di Unimont e dei due Comuni), viene utilizzato nella ristorazione e nella preparazione di dolci, e conisce una buona diffusione non solo in Valcamonica. IL PROGETTO di rilancio vede nell’assessore alla Cultura di Esine Roberta Fiorini il principale promotore (a Piancogno se ne occupa l’assessore al Commercio e alle Attività produttive Orietta Zeziola), e questa mattina sarà lei a presiedere la consegna dei semi: una parte andrà ai bambini di quarta e quinta elementare, che provvederanno a seminarli in collaborazione con la casa di riposo nel terreno adiacente la Fondazione Ninj Beccagutti, sperando in un buon raccolto a settembre. Nella valorizzazione del cereale ritrovato, un ruolo importante lo sta svolgendo Fabrizio Tognali, che nel suo mulino mosso dalle acque del Vaso Re lavora sia il mais normale, sia quello spinoso con la macina di pietra.

L.RAN.
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