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21.01.2020

Figna quasi ripulito, Ceto «ritrova» la strada

La pulizia realizzata nell’alveo del Figna a Ceto
La pulizia realizzata nell’alveo del Figna a Ceto

C’è voluto del tempo; molto tempo, con due ordinanze successive che avevano allungato di molto la chiusura della strada dirottando il traffico all’interno della periferia di Nadro per superare l’area del cantiere. Poi, finalmente, da sabato la strada provinciale ex statale 42 è stata riaperta nel tratto antistante il torrente Figna di Ceto. Prima è stato necessario ripulire l’alveo del torrente, rimuovere il materiale trasportato durante l’esondazione del 30 ottobre e realizzare un tombotto lungo la stessa arteria provinciale. Per l’importante intervento, necessario per mettere in sicurezza il corso d’acqua, sono stati investiti 400 mila euro stanziati della Regione. In particolare, l’impresa che si è aggiudicata l’appalto ha eliminato la stozzatura sotto il ponte del Figna che scorre sotto la ex statale, e adesso si stanno svolgendo i lavori di ampliamento della vasca di laminazione a Nord di Nadro, per consentire la stabilizzazione a monte del materiale trasportato dalle ondate di piena del torrente. Il cantiere rimarrà quindi ancora aperto, e a breve verranno completati i marciapiedi e i lavori di regimazione del corso d’acqua sotto il ponte della provinciale. MERCOLEDÌ scorso il ponte sul Figna è stato collaudato, e il direttore dei lavori dopo aver ottenuto il nullaosta ha dato il via libera alla riapertura del collegamento. «L’operazione non è ancora completata - ricorda il sindaco di Ceto - ma è stato comunque possibile far ripartire il traffico. La posa del nuovo asfalto è stata rimandata a quando le condizioni climatiche lo consentiranno». Per questo Marina Lanzetti invita alla prudenza, «perché il traffico sul ponte in prossimità del bivio per Ono San Pietro è consentito a una velocità massima di 30 chilometri orari; fino alla sistemazione definitiva dell’asfalto degradato». Poi ne approfitta per ringraziare la Regione per il finanziamento ottenuto, ma anche per rilanciare, «perché dobbiamo necessariamente concludere la pulizia dell’alveo del torrente per completare le operazioni di messa in sicurezza, evitando così altre esondazioni». •

L.RAN.
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