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18.07.2019

Galleria di Edolo, «cannonate» sull’Anas

La storica galleria di Edolo, una strettoia diventata un problema
La storica galleria di Edolo, una strettoia diventata un problema

I pareri negativi di Anas e Soprintendenza hanno silurato (definitivamente?) il progetto dell’allargamento della vecchia galleria in centro a Edolo. Bocciando il piano l’ente che gestisce le strade nazionali innanzi tutto premette che «trattandosi di un’opera pubblica di rilevanza statale e considerata la tipologia dell’intervento, il ruolo di amministrazione procedente esula dalle competenze del Comune». COME DIRE che ognuno comanda a casa sua. Poi entrando nel merito, Anas sostiene che dall’esame degli elaborati «emergono forti perplessità sulla fase esecutiva dei lavori, nonché sulla gestione della futura opera». Infine, ricorda che è stato approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica e sono state avviate le procedure relative alla progettazione definitiva della variante Est. In buona sostanza: perché buttare dalla finestra tre milioni di euro quando è in vista la soluzione (bretella esterna) alla disastrosa situazione viabilistica della cittadina?. Concetti, questi, ribaditi dalla Soprintendenza, che rafforza il suo diniego con «le svariate perplessità sulle modifica irreversibile dell’immagine del manufatto storico». Come hanno reagito alla bocciatura nel palazzo comunale? Non certo bene, e il sindaco Luca Masneri parla di tradimento, perché a quanto pare i due enti un paio di anni fa avevano rilasciato un via libera preventivo. «Tutti in alta valle l’abbiamo vissuto come un grande tradimento da parte di organismi dello Stato, che dopo averci dato pareri favorevoli scritti, facendo quindi decollare la fase di progettazione - osserva amareggiato il primo cittadino - sono poi arrivati a conclusione della procedura ad esprimere pareri dubitativi e contrari, peraltro con delle motivazioni che vanno al di la delle competenze degli enti stessi». Sulla vicenda il sindaco non intende assolutamente demordere e annuncia battaglia. Anticipa che incontrerà al più presto tutti i protagonisti del tavolo istituzionale che, poco dopo l’inizio del suo primo mandato, unirono le forze mettendo a disposizione le somme necessarie per effettuare i sondaggi e redigere i progetti preliminari (250mila euro) e che riconvocherà la Conferenza dei servizi. «Andremo a chiedere ai due enti di rivedere i loro pareri - afferma Masneri - allineandosi ai pareri preliminari dati». Una volta finita la costruzione del centro termale di Ponte di Legno e, nel 2026, con la disputa delle olimpiadi invernali, che probabilmente coinvolgeranno anche il comprensorio dell’alta valle (almeno per gli allenamenti di alcune discipline) , i volumi di traffico sono destinati ad aumentare. Perciò bene o male una soluzione andrà trovata per evitare figuracce a livello planetario: «Trovarci nella prospettiva di grandi eventi che aumenteranno la viabilità in questa situazione, crediamo francamente che sia vergognoso». La bocciatura del piano ha suscitato anche la reazione della minoranza consigliare. Il capogruppo Ivan Moles si dice stupito perché pensava che l’avvio del cantiere fosse questione di mesi. «Pensavamo che ormai fossimo all’inizio dei lavori, visto che da anni se ne parla e qualcuno assicurava di avere tutte le autorizzazioni del caso. Ciò detto siamo molto dispiaciuti - aggiunge il capogruppo di Insieme Edolo Vive - ci piacerebbe però che un tema così importante per tutta la Comunità venisse dibattuto nelle sedi opportune, ovvero in un consiglio comunale aperto alla cittadinanza e soprattutto agli operatori commerciali e turistici, visto che non è mai stato trattato. Vorremmo che finalmente, e senza pregiudizi politici, si potesse dibattere su un argomento che riguarda da vicino il futuro degli edolesi. Proponiamo il varo di una commissione di esperti volta ad analizzare un piano strategico per la viabilità del paese, che ahimè abbiamo scoperto non esserci, in quanto uno dei rilievi fatti dalla Soprintendenza - conclude Moles - si riferisce proprio a tale grave mancanza». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lino Febbrari
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