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06.06.2020

Il Centro faunistico è in formato anti virus

L’«Ottagono della natura» del Centro faunistico di ApricaUno dei due orsi sequestrati e ora ospiti della struttura
L’«Ottagono della natura» del Centro faunistico di ApricaUno dei due orsi sequestrati e ora ospiti della struttura

«Speriamo che per l’estate la pandemia sia passata, ma siamo comunque pronti ad accogliere i visitatori». Anche per l’Osservatorio ecofaunistico alpino di Aprica il coronavirus è stato un grosso problema. Azzerate le presenze delle scolaresche e dei turisti nei fine settimana, il direttore della struttura (oltre 25 ettari tra le abetaie a cavallo tra Valcamonica e Valtellina) si augura che con l’arrivo della bella stagione le visite possano riprendere. «NELLE SETTIMANE verso la fine dell’inverno solitamente registriamo il maggiore afflusso di scolaresche - spiega il biologo Bernardo Pedroni -: migliaia di bambini che arrivano da mezza Italia soprattutto per assistere al risveglio dei nostri due orsi dopo il letargo. Con le scuole chiuse niente gite, e per noi è stata una perdita notevole dal punto di vista economico. Per fortuna abbiamo risparmiato quando le cose andavano per il meglio e siamo in grado di tirare avanti lo stesso». Oltre ai due orsi bruni, un maschio e una femmina (sequestrati qualche anno fa in Bulgaria dalle autorità perché vivevano in cattività continuamente maltrattati, e affidati prima a un’associazione ambientalista e poi a Pedroni, a un’area protetta adatta per i due plantigradi che non potevano tornare in natura) nell’osservatorio si possono ammirare stambecchi, camosci, rapaci e la flora caratteristica delle Alpi Orobie. Ma ora con modalità diverse. «Per raggiungerci la maggior parte dei nostri visitatori è costretta a usare la funivia - sottolinea l’ideatore dell’osservatorio -. Siamo in attesa, e con noi anche gli impiantisti, di conoscere le regole che verranno adottate per questi trasporti. Sicuramente per il distanziamento i tempi si allungheranno. Di solito partivano con l’impianto tra le 8 e le 9, con gruppi anche di oltre 100 persone, e si effettuava la visita guidata per poi tornare a piedi sul fondovalle nel pomeriggio. Oggi è impensabile avere tali numeri riuscendo a mantenere un metro e mezzo di distanza tra un visitatore e l’altro: gli ultimi rischierebbero di non vedere nulla». Che fare? Pedroni ha pensato a una soluzione alternativa: l’area degli orsi (un recinto di ettari) resterà aperta tutta la giornata, così come l’Ottagono della natura (inaugurato lo scorso ottobre, permette al visitatore di restare al coperto e nascosto osservando gli animali in libertà) e la terrazza panoramica. «La gente potrà salire con la funivia o a piedi liberamente - conclude Pedroni -, in tutti gli orari del giorno e troverà sul posto personale per le necessarie spiegazioni». •

Lino Febbrari
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