Il laghetto in agonia aspetta la primavera

Il lago Rondeneto sarà ripulito dalle alghe infestanti la prossima primavera
Il lago Rondeneto sarà ripulito dalle alghe infestanti la prossima primavera

A poche decine di minuti dal Plan di Montecampione e dal cuore della Foresta regionale della Valgrigna c’è il lago di Rondeneto, sul territorio di Gianico: un tempo una perla nel cuore delle Prealpi bresciane. Di quell’azzurro smeraldo che rifletteva il cielo e che spiccava nel verde dei pascoli montani, oggi c’è però solamente il ricordo. Lo specchio d’acqua, alimentato dal solo versante pluviale, va progressivamente interrandosi, e a dare il colpo di grazia da anni ci si sono messe anche le alghe. Infestanti al punto che in determinati periodi riescono quasi a offuscarlo. GLI INTERVENTI per ripulirlo si susseguono, ma ogni volta si torna punto e a capo. Ci ha provato la Provincia nel 2006 con un consistente contributo per eradicare le alghe (appartenenti al genere Potamogeton) e con l’immissione di carpe nella speranza che i pesci mangiassero il vegetale infestante. Carpe però uccise dal gelo. Anni dopo ci ha provato nuovamente il Comune con una seconda pulizia, ma in pochi anni lo specchio ha subito una nuova invasione. La primavera prossima ci riproverà il Consorzio forestale della bassa Valle Camonica che, a seguito della richiesta del Comune di Gianico, ha ricevuto dalla Comunità montana un contributo di 20mila euro per realizzare il ripristino ambientale del laghetto. «L’intervento prevede il risanamento del lago dalla vegetazione infestante e la realizzazione di opere di impermeabilizzazione della soglia di deflusso - spiega il direttore del Consorzio forestale -. In particolare si prevede l’elitrasporto di una motobarca dotata di una barra falciante per il taglio delle alghe e il loro recupero su una superficie di 10mila metri quadri. Poi si provvederà all’impermeabilizzazione della soglia di deflusso del lago con la posa di una guaina su una superficie di circa 300 metri quadri». A una altitudine di 1.700 metri, il Rondeneto non è particolarmente profondo, e ogni anno raccoglie le deiezioni zootecniche che scendono dalla conca sottostante la malga omonima e quella della Paglia. Sono quasi certamente queste sostanze fertilizzanti a far prosperare la vegetazione. In passato venne pure suggerita l’idea di alzare lo sbarramento a valle, per aumentare il livello dell’acqua impedendo ai vegetali di raggiungere la luce; ma non se ne fece nulla. Bisognerà quindi rassegnarsi periodicamente a finanziarne la pulizia, per non perdere questa perla dal grande valore ambientale e nel periodo estivo attrattiva turistica, sia per chi frequenta Montecampione, sia per chi ama percorrere le montagne del territorio. •

Domenico Benzoni