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24.01.2020

Il partigiano Carlo se n’è andato

Il partigiano «Carlo» è scomparso a 93 anni
Il partigiano «Carlo» è scomparso a 93 anni

Il tempo non fa sconti, assottigliando sempre più il già risicatissimo numero di protagonisti e testimoni diretti della lotta partigiana. È successo ancora in Valcamonica con la scomparsa, pochi giorni fa, del partigiano «Carlo», morto a 93 anni. Un personaggio molto conosciuto: al suo affollato funerale nella chiesa di Santo Stefano a Rogno c’erano anche le rappresentanze di quelle associazioni che lo avevano visto in prima fila prima come combattente e poi come militante: le Fiamme verdi e l’Anpi. Si chiamava Bruno Fantoni e, originario di Rogno, era stato una fiamma verde dal giugno del 1944, impegnato sia in Valcamonica, sia nella vicina Bergamasca segnalandosi sempre per il coraggio delle sue azioni. Proprio con le Fiamme verdi, Carlo liberò Breno dai nazifascisti il 28 Aprile del 1945. Dopo la guerra andò a lavorare nelle miniere di Schilpario, e a causa di un incidente sul lavoro perse l’uso di un braccio. Successivamente ha gestito per oltre quarant’anni un’attività commerciale familiare nel paese d’origine. Lo ricordano però anche perché per ben 12 anni, dal 2000 al 2012, ha ricoperto la carica di presidente della sezione Anpi di Valcamonica. Luca Santi, giovane neo presidente della sezione, ne fa memoria così: «Lo ricordiamo per la sua forza, l’energia e il coraggio. È stato un grande combattente per la libertà dal nazifascismo militando nella Brigata Lorenzini. Indomito antifascista e presidente dell’Anpi, è stato per tutti noi un amico e un maestro. Amava i giovani, ai quali trasmetteva la sua esperienza di partigiano e sulla guerra. Per far sì che la memoria non andasse perduta ha scritto ben 4 libri. Entusiasta della vita, Bruno Fantoni amava lo scontro dialettico e la partecipazione sociale». •

L.RAN.
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