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04.04.2020 Tags: Darfo Boario Terme

Il sindaco: «Non sprechiamo gli sforzi fatti»

Dall’amministrazione di Darfo Boario un invito a non abbassare la guardia
Dall’amministrazione di Darfo Boario un invito a non abbassare la guardia

Claudia Venturelli «Sono settimane dure e pesanti per tutti, dalle attività ai cittadini». Inizia così l’ultimo videomessaggio del sindaco di Darfo, Ezio Mondini, che si rivolge alla popolazione chiedendo di «continuare nello sforzo per non rendere vano ciò che abbiamo fatto finora». Il messaggio che risuona a livello nazionale lo ha fatto suo, per quella cittadina che più di tutta la valle ha pagato un tributo molto alto. Basta un paragone: nel marzo del 2019 i morti erano stati 20, al 31 marzo 2020 se ne contavano già 66, con gli ultimi dieci giorni che hanno pesato più che mai. «Sono numeri che devono farci riflettere - continua Mondini -, credo sia il caso». Il primo cittadino non lascia spazio a interpretazioni e promette che «quando tutto sarà finito vorrei dedicare una giornata per ricordare i volti e le storie di chi ci ha lasciato». Ma non manca di rivolgersi a chi si sente immune: «C’è gente che, viste forse le prime belle giornate, si è sentita in diritto di andare a fare la passeggiata. Mi segnalano ragazzi per strada a giocare, persone in giro con i cani ben oltre i 200 metri da casa; famiglie intere che vanno a fare la spesa. Qualcuno non ha capito che non stiamo scherzando». Quello appena trascorso è stato un mese da dimenticare, e per venire incontro a tutti l’amministrazione comunale ha annunciato la sospensione del pagamento dei tributi. Riconoscendo le difficoltà, l’imposta per la pubblicità, il canone di occupazione del suolo pubblico, i canoni di polizia idraulica, la bolletta dell’acqua e l’acconto della Tari slittano al 30 giugno. «Ulteriori misure - si legge nella comunicazione - verranno prese in considerazione sulla base dell’evoluzione della crisi e degli interventi economici presi dal Governo centrale». Intanto però c’è una realtà cittadina che chiede di non essere abbandonata. La Fondazione Angelo Maj sta vivendo un momento di grandissima difficoltà perché «dobbiamo tutelare - ricorda il direttore Devis Ghirardelli - una delle fasce più deboli e più a rischio». La Rsa sta pagando a caro prezzo l’emergenza. Non indicano un numero ufficiale, ma «gli ospiti che ci hanno lasciati sono tanti e per noi non sono numeri, sono persone». Un dolore che si somma alle tante decisioni che la dirigenza ha dovuto prendere: niente visite, niente volontari in struttura, «il contatto con i parenti è fornito dalla tecnologia e dai nostri operatori che sono straordinari». EPPURE la solidarietà del territorio arriva fin dentro i muri della Rsa: «Dai vicini che ci hanno recapitato delle mascherine - continua Ghirardelli - alle attività commerciali che hanno avviato aste di beneficenza per dare il loro contributo». Difficile dire quando e come si uscirà da questa situazione, «certo è che, ancora una volta, noi dovremo ripensarci». Intanto a tutti livelli si ripete l’invito al territorio: «State a casa, è l’unico contributo concreto che possiamo dare a questa battaglia». •

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