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30.10.2020 Tags: Breno

La montagna di rifiuti resta al suo posto

La montagna di rifiuti sotto il ponte della superstrada a Breno
La montagna di rifiuti sotto il ponte della superstrada a Breno

Podisti e ciclisti che giornalmente percorrono il tratto di ciclabile dal ponte sull’Oglio di Losine alla passerella sul fiume a Breno transitano in località Calameto davanti ad un grande cumulo di rifiuti che i più definiscono tossici. Questa immutabile discarica si trova proprio sotto il cavalcavia della superstrada da quasi vent’anni ed i sindaci che si sono succeduti, da Edoardo Mensi al compianto Sandro Farisoglio all’attuale Alessandro Panteghini, hanno tentato di affrontare e di risolvere il «problema», convinti alla fine di lasciar perdere per gli elevati costi di smaltimento da affrontare. Se allora la delicata operazione sarebbe costata poco meno di 100.000 euro, ora si parla di una cifra quasi triplicata. A quel tempo il cumulo di rifiuti conferito con ogni probabilità da un’azienda conosciuta venne messo in sicurezza provvisoriamente coprendolo con della terra e con un telo. Sandro Farisoglio fece eseguire anche delle analisi e delle campionature che avrebbero giudicato non nocivi i rifiuti e tuttavia periodicamente del cumulo di Calameto si torna a parlare. Nell’ultimo consiglio comunale su interrogazione presentata dalla minoranza il sindaco Alessandro Panteghini di concerto con il capogruppo di minoranza Giampiero Pezzucchi ha presentato una proposta che potrebbe essere risolutiva: di questi tempi Anas sta eseguendo importanti lavori di manutenzione e di pavimentazione su un vicino viadotto, nelle gallerie e sui tratti della superstrada SS42 sempre nel territorio di Breno; si potrebbe chiedere all’azienda nazionale delle strade di rimuovere la montagnetta di rifiuti che esteticamente e non solo, rappresenta non propriamente una belluria. Tra l’altro proprio accanto al cumulo si trova il Parco delle Associazioni creato una ventina di anni fa da «Vivi Breno» su concessione del Magistrato del Po: si tratta di una grande area, purtroppo abbandonata ed in preda alle erbacce ed ai rovi, pregevole dal punto di vista naturalistico e faunistico. •

L.RAN.
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