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21.04.2019

Lavori a scuola, il cappotto di lana non basta

L’esterno della scuola elementare di Malegno
L’esterno della scuola elementare di Malegno

La scuola che si è messa il cappotto di lana per tenere tutti al caldo, in estate si rifarà il look anche dentro, completando il progetto di riqualificazione energetica che sta a cuore al Comune di Malegno. Costerà un nuovo trasloco, ma perdere il nuovo contributo arrivato dal ministero proprio non si poteva e così si riapre il cantiere. «Il ministero dell’Istruzione ci ha dato una bella notizia - spiega il sindaco Paolo Erba -: ci ha destinato un contributo da 280mila euro che unito ai 70 mila di cui disponiamo ci consentirà di finire la ristrutturazione dell’elementare». La scuola che oggi fuori è tutta colorata, dentro ha bisogno di un restyling completo: «Sistemiamo i bagni e l’impianto idraulico, rifacciamo i pavimenti e cabliamo tutte le stanze con la rete internet, nella speranza di mettere fine a un annoso problema». Ai bambini verrà restituita una scuola completamente nuova già a settembre, «seguendo l’obiettivo del risparmio energetico, che fa il paio con la speranza di non dovervi più mettere mano almeno per i prossimi trent’anni». Se il primo intervento si era reso necessario per la messa in sicurezza, questo è stato voluto per completare l’opera, per restituire alle nuove generazioni un luogo non solo bello da vedere ma anche salubre e a basso impatto. I lavori inizieranno il 10 giugno, a lezioni concluse, e dureranno tutta l’estate. Sono infatti meno complicati di quelli esterni che avevano richiesto due anni solo di progettazione e studio di altri casi simili. La lana di pecora, ormai un rifiuto speciale, a Malegno è stata utilizzata per realizzare un sogno, scaldare la scuola. È elastica, traspirante e climatizzante contro caldo e freddo, e qui è stato attuato un progetto di bioedilizia che sposa gli obiettivi dell’amministrazione in scadenza, ovvero garantire la sicurezza degli scolari e risparmiare. Da queste parti la materia prima usata abbonda, e gli allevatori fanno sempre più fatica a metterla sul mercato oppure a smaltirla. Stando ai dati disponibili, solo il 25% della lana prodotta viene utilizzata nel settore tessile; tutto il resto è scarto. DA QUI l’originale progetto che si rifà all’economia circolare introdotta di recente anche nell’isola ecologica ampliata insieme al Comune di Cividate. Certo in tema ambientale Malegno è un passo avanti e i nuovi lavori non faranno che incrementare l’appeal delle strutture dedicate all’istruzione. «Sarà necessario un nuovo trasloco - chiude Erba -. Ci scusiamo per l’inconveniente ma crediamo che ne valga la pena». •

Claudia Venturelli
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