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31.05.2020

Le suore richiamate a Brescia La Casa di riposo resta orfana

La cerimonia di saluto delle tre religiose che lasceranno la Rsa di Ponte di Legno a giorni
La cerimonia di saluto delle tre religiose che lasceranno la Rsa di Ponte di Legno a giorni

Un vero e proprio fulmine a ciel sereno. La decisione è arrivata dall’alto, con poco preavviso, e ovviamente ha lasciato tutti sconcertati e profondamente amareggiati. Le tre suore della congregazione delle Ancelle della Carità, da oltre quarant’anni in servizio alla Rsa Carettoni di Ponte di Legno sono state richiamate alla casa madre di Brescia. NELLA STRUTTURA dell’alta Valle lasceranno un grande vuoto e molto rimpianto tra gli ospiti, il personale e i dirigenti. Con qualche giorno di anticipo sulla data della loro partenza fissata ai primi di giugno, nella cappella della Casa di riposo, don Battista Dassa e don Clemente Lazzarini hanno celebrato un messa per ringraziare della loro missione accanto ai più deboli e agli ammalati Madre Marina, al secolo Carolina Spreafico, originaria di Comunnuovo (Bergamo), Suor Giacomina, Pierina Modina di Pontoglio, e Suor Maria, Luigina Cecchini di Bussolengo, nel veronese. «Ci abbiamo messo tutte noi stesse per assistere i malati - dice con un filo di voce la madre superiora - e ci spiace molto lasciarli. Ringraziamo dipendenti e amministratori, in questa casa di riposo ci siamo state volentieri e ci siamo trovate benissimo. Andiamo via con tanti bei ricordi». «Personalmente ho ricevuto più di quanto ho dato», le fa eco suor Giacomina commossa fino alle lacrime. Suor Maria per 11 anni ha insegnato anche all’asilo di Vione e aiutato i sacerdoti nelle parrocchie dell’alta Valle. «Mi spiace moltissimo andar via - afferma la religiosa veronese - ma d’altronde obbedisco alla volontà di Dio, che per i suoi disegni imperscrutabili ci vuole altrove». Con l’addio alle tre Ancelle della carità, la fondazione Carettoni perde delle preziose, infaticabili e amate collaboratrici. «Effettivamente per noi si tratta di una perdita importante - osserva il presidente Leonardo Toloni - sentiremo molto la loro mancanza soprattutto dal punto di vista religioso, questo fatto ci addolora e sono sicuro che rattristerà anche i cittadini dell’alta Valle». Fino all’inizio del nuovo millennio e all’arrivo di nuove figure professionali, nelle strutture per anziani le religiose rivestivano ruoli importanti, spesso anche dirigenziali. Complice in particolare l’aumento dell’età delle suore stesse e soprattutto la ristrutturazione delle case di riposo, negli ultimi anni a loro sono spettati compiti di supporto agli operatori e lo svolgimento dei servizi religiosi. «Ricordiamo che i nostri ospiti sono figli di un percorso religioso ben strutturato e solido, imprescindibile da tutto il resto - sottolinea il direttore Mauro Fanetti - . Quindi in questi lunghi anni i momenti legati all’aspetto spirituale sono stati veramente molto importanti grazie alle nostre suore». A portare i saluti delle autorità civili il presidente dell’Unione dell’Alta Vallecamonica, Mauro Testini, sindaco di Vione, il quale ha ricordato con nostalgia i tempi dell’asilo e gli insegnamenti di Suor Maria. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lino Febbrari
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