Lombro e Santicolo in vetrina Il vino d’alta quota è in arrivo

Gli amici  di Santicolo di Corteno alle prese co il primo raccolto dei loro vigneti «estremi»Un’altra istantanea della vendemmia a quota mille
Gli amici di Santicolo di Corteno alle prese co il primo raccolto dei loro vigneti «estremi»Un’altra istantanea della vendemmia a quota mille
Gli amici  di Santicolo di Corteno alle prese co il primo raccolto dei loro vigneti «estremi»Un’altra istantanea della vendemmia a quota mille
Gli amici di Santicolo di Corteno alle prese co il primo raccolto dei loro vigneti «estremi»Un’altra istantanea della vendemmia a quota mille

«Perché non ci mettiamo a produrre il vino che beviamo in compagnia nei fine settimana che trascorriamo in baita?» È stata questa la domanda che, formulata in una sera d’estate di qualche anno fa durante una delle tante bicchierate tra amici, ha fatto scattare il progetto dei vigneti di Lombro e Santicolo, sul territorio di Corteno Golgi, entrambi realizzati a quasi mille metri di quota. Nei campi strappati alle rocce a prezzo di grande fatica dai loro avi, appezzamenti in cui venivano seminate patate e segale, i neo vignaioli hanno realizzato due piccoli impianti. Che a distanza di quasi tre anni hanno regalato la prima vendemmia. Così, l’idea un po’ azzardata (per via della quota) balenata nelle menti di alcuni giovani di Santicolo senza alcuna esperienza specifica si è concretizzata con la raccolta e la spremitura dei grappoli. «Oggi con orgoglio e soddisfazione possiamo dire di aver vinto la scommessa - a Simone Moranda brillano gli occhi mentre racconta l’esperienza vissuta - e a dimostrarlo ci sono le piantine stracariche. Chiaramente adesso ci aspetta il passaggio successivo che è quello della vinificazione: un momento importantissimo, che affronteremo col supporto dell’enologo esperto che ci segue fin dal primo buco che abbiamo fatto nel terreno per mettere a dimora le barbatelle. Solo quando il mosto sarà pronto da imbottigliare potremo dire di essere stati ripagati delle ore di lavoro spese in questi anni». Mentre la vendemmia procede in fretta (per l’operazione sono state mobilitato anche mogli, fidanzate, genitori, figli e nipoti), il «contabile» del gruppo sottolinea la bontà della scelta fatta in materia di vitigni e cita i numeri del raccolto: «È stato piantato del Solaris, compressivamente oltre 750 piantine nei due appezzamenti - riepiloga Giorgio Gottardi -, una specie particolarmente resistente alle basse temperature. La prima stima del raccolto parla di una ventina di quintali di uva, che l’enologo ci ha garantito avrà un resa di 0,6 litri per chilo. Quindi prevediamo di produrre circa 1.200 bottiglie». Non male per un esperimento che fa i conti con un clima sicuramente meno prevedibile in questi appezzamenti in quota. «In contemporanea con la cura dei due vigneti - aggiunge Gottardi -, su un fazzoletto di terra abbiamo avviato la sperimentazione con una cinquantina di piante di un’altra qualità, e sulla scorta delle rese che riusciremo a ottenere decideremo se ampliare la nostra “azienda” realizzando un altro vigneto in un terreno che abbiamo da tempo nel mirino». Mentre le casse di uva raggiungono la cantina per la spremitura, dove il mosto fermenterà per alcune settimane in due grossi serbatoi d’acciaio, Moranda ricorda che «oggi c’è il premio per tutti i giorni passati tra i filari con la schiena piegata. Per tutti noi un momento di grande gioia. Il nostro è stato un piccolo successo che vogliamo condividere con tutta la comunità di Corteno e delle sue numerose frazioni. Ci piacerebbe inoltre essere presi a modello da quanti magari nutrono la nostra stessa passione, ma che per diversi motivi non sono finora riusciti a realizzare i loro sogni. Noi ce l’abbiamo fatta - conclude con orgoglio il giovane - e ci auguriamo davvero che qualcuno decida di seguire il nostro esempio: siamo pronti a dare consigli e anche a dare una mano a chi ne avrà bisogno». Adesso bisogna solo attebnde: il brindisi con il bianco di Santicolo è fissato tra circa un anno, quando nella cantina di via Leopardi gli amici vignaioli per caso si ritroveranno per stappare la prima bottiglia.•.

Lino Febbrari

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