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10.08.2020

Malonno, antichi cereali e trebbie vintage

La mietitrebbiatrice degli anni Settanta in azione a MalonnoIl mugnaio di Lava che macinerà la segale con Ilario ZenoniUn’altra immagine della mietitura della segale camuna
La mietitrebbiatrice degli anni Settanta in azione a MalonnoIl mugnaio di Lava che macinerà la segale con Ilario ZenoniUn’altra immagine della mietitura della segale camuna

È la prima campagna di recupero in grande stile, ovvero con numeri importanti, e decisamente l’operazione segale di Malonno lanciata da un gruppo di amici si sta concludendo con successo. Qualche giorno fa, sui campi sperimentali individuati e seminati lo scorso autunno è entrata in azione una vecchia mietitrebbiatrice degli anni Settanta accuratamente restaurata. In poche ore ha tagliato e separato la granella dalla paglia e dalla pula, e a chiudere il ciclo, ora il cereale verrà trasformato in farina dalle macine in pietra del mulino Salvagni, una struttura rurale risalente all’inizio del Settecento alla periferia della frazione Lava, e usata negli ultimi decenni soprattutto per ridurre in farina le castagne. È facile prevedere che col ritorno della segale, dell’orzo e del grano saraceno, l’attività del piccolo macinatoio sicuramente sarà incrementata. TORNANDO alla mietitura, tutto è filato liscio. C’era il timore che il maltempo potesse complicare l’operazione, ma due belle giornate di sole hanno permesso al gruppo di amici di realizzare il raccolto nei tempi previsti. Una volta macinato gran parte del prodotto verrà acquistato dall’agriturismo San Faustino di Ceto, il cui titolare Valentino Bonomi ha partecipato fin dall’inizio al progetto. Palpabile la soddisfazione dei neo agricoltori, per il raccolto abbondante e soprattutto per essere riusciti a fare un tuffo nel passato, al tempo in cui a metà estate la segale biondeggiava nella maggior parte dei campi di Malonno. «È andato tutto benone, ben oltre le nostre aspettative - dice con un sorriso Valentino Bronzini, leader del gruppo -. Il prodotto è buono, la macchina ha svolto il suo compito alla grande. Adesso, oltre al quantitativo prenotato da Valentino, speriamo che si facciano avanti anche i fornai della zona, perché la nostra segale è cresciuta e maturata senza aiuti chimici ed è a chilometri zero». UN RUOLO determinante per il successo dell’iniziativa, insieme alla passione di tutti i componenti del gruppo, è stato quello della vecchia mietitrebbia con più di cinquant’anni sulle spalle, recuperata arrugginita in una discarica della Bassa e rimessa a nuovo da un abile meccanico in pensione. Per due intere giornate Ilario Zenoni ha seguito la sua creatura al lavoro temendo che qualche componente meccanica potesse cedere.. «Con tutti gli anni che ha non pensavo che riuscisse a restare in moto per due interi giorni - confessa il meccanico -. Siamo contenti di una macchina che praticamente fa tutto da sola: basta girare le chiavi, mettersi alla guida e si trova la granella nei sacchi pronta per il mulino. Sono lontani ormai i tempi del falcetto e degli altri arnesi necessari per la battitura a mano. Dobbiamo manutenerla al meglio e come recita un proverbio “far lavorare i vecchi intanto che durano”, faremo così anche con questa macchina». Per la prossima stagione agricola i piani sono già stati delineati? «Nel 2021 abbiamo intenzione di diversificare - risponde Bronzini - e ampliare le colture che gestiamo da un paio di anni in piccoli appezzamenti di terreno. Semineremo il grano saraceno e punteremo a raccoglierne almeno due quintali, sempre che il tempo ci voglia bene, e poi grano duro e tenero, senza ovviamente tralasciare la nostra segale che ci ha regalato soddisfazioni. Sono convinto che tutti questi cereali in montagna abbiano una qualità migliore». •

Lino Febbrari
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