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30.09.2020

Montecampione, l’oblio finisce in tribunale

Montecampione, ancora nulla da fare sul rilancio alberghiero
Montecampione, ancora nulla da fare sul rilancio alberghiero

Era il lontano 30 ottobre 2013 quando il tribunale ordinario di Brescia decretava il fallimento della Montecampione hotels, la società che deteneva l’albergo di 1200 e parte del complesso residenziale Le Baite di 1800. Da allora si sono alternate lunghe attese, speranze, qualche soddisfazione seguita presto da conseguenti delusioni. VOCI ENTUSIASTE si sono levate per un paio di volte, quando la vendita all’asta delle strutture ricettive sembrava volgere a buon fine. Il silenzio degli assegnatari che ne conseguiva, riportava però repentinamente alla cruda realtà: la rinascita alberghiera di Montecampione era rimandata a data da destinarsi. Così è successo anche nel 2018, quando ad aggiudicarsi gli immobili della fallita Montecampione hotels fu la società Stella alpina. Sopralluoghi, ipotesi di ristrutturazione partendo da 1800, incontri in municipio ad Artogne, una prima pulizia interna al Plan, poi più nulla. Ed ora la notizia: il Consorzio dei residenti di Montecampione e l’Ente Baite hanno promosso istanza di fallimento nei confronti di Stella alpina, al fine di recuperare le quote di adesione non pagate. «Un capitolo non entusiasmante nella storia degli alberghi di Montecampione» ha chiosato l’avvocato Giuseppe Profeta membro del consiglio di amministrazione del Consorzio, nel precisare che il prossimo 12 ottobre al tribunale di Bolzano è prevista la prima audizione. Qui Stella alpina dovrà spiegare le proprie intenzioni in merito alle proprietà alberghiere di Montecampione. Intanto lo stato di degrado progredisce. Ed a preoccupare è soprattutto il silenzio, la mancanza di prospettiva. «Tutto era bellissimo e viene il magone a guardarlo oggi», questo commento, apparso di recente sui social e riferito all’hotel di 1200, basta da solo a dare il quadro della situazione. La società che è subentrata dopo il fallimento della Montecampione hotels, finora non ha dato significativi segnali di interesse. Pensare che si torni al tribunale fallimentare è di certo un pessimo messaggio, ma la necessità di ridare vita alla ricettività alberghiera è basilare per una stazione turistica che si rispetti. Montecampione non può e non riesce a vivere solo di residenza. Chissà se le nuove norme in corso di approvazione, legate alla variante al Pgt di Artogne, serviranno a smuovere qualcosa. Nello studio di incidenza ambientale si legge infatti che l’Amministrazione comunale intende «valutare positivamente eventuali insediamenti turistici ed alberghieri.... prevedere puntualmente gli ambiti territoriali di completamento delle potenzialità edificatorie residue a Montecampione... dando la possibilità di ristrutturazione a fini turistici delle cascine esistenti e di ampliamento, come per le attività agrituristiche, alle attività turistico ricettive esistenti». Permettendo pure la «realizzazione di agriturismi a tutte le quote». Di certo si sa che un aumento volumetrico per l’hotel di 1200 era già previsto nelle vecchie norme attuative, con la speranza che ciò ne ingolosisse il recupero. Così come sono contemplate nuove volumetrie edificatorie ai parcheggi del Plan di Bassinale. Ma il freno a mano degli investitori altoatesini per ora rimane tirato. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Domenico Benzoni
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