il delitto/2

Laura Ziliani, Mirto crolla e confessa: «L'abbiamo uccisa»

Il fidanzato di una delle figlie dell'ex vigilessa ammette le responsabilità Interrogate anche le due ragazze accusate dell'omicidio della madre
Il racconto del giallo

Svolta nelle indagini sul delitto di Laura Ziliani. Mirto Milani ha confessato l’omicidio dell’ex vigilessa di Temù, in provincia di Brescia, avvenuto l’8 maggio di un anno fa. Lo ha fatto nel corso di un lungo interrogatorio in carcere che lo stesso ha chiesto dopo la chiusura delle indagini da parte della Procura. Milani, fidanzato di Silvia Zani,  primogenita di Laura Ziliani, è in carcere dal 24 settembre scorso così come la ragazza e la sorella Paola.     A quanto si è appreso, la versione fornita da Mirto Milani è assolutamente compatibile con la ricostruzione accusatoria. Una confessione vera e propria quindi che indirizza il processo verso scenari che non erano scontati fino a due giorni fa, fino a quando i tre indagati si erano avvalsi della facoltà di non rispondere. Ora tutto è cambiato e non solo per Mirto: ieri infatti si sono fatte interrogare le due sorelle e la decisione sembra rappresentare il presupposto per altre due confessioni. Anche solo per il fatto che, appunto, fino a questo momento, dall'arresto, le due ragazze si erano sempre avvalse della facoltà di non rispondere.

 Nell'ordinanza che ha disposto l'arresto in carcere, il movente individuato per il delitto che ha sconvolto non solo la Valcamonica è palesemente quello economico. Dalle carte delle indagini emerge anche come Mirto avesse avuto un violento litigio con Laura Ziliani qualche tempo prima che la donna scomparisse. A ricordarlo agli investigatori era stata Marisa Cinelli, la mamma della ex vigilessa di Temù: «Laura mi disse che era stata accusata da Mirto di spendere troppi soldi per la ristrutturazione degli appartamenti di via Ballardini, a Temù - aveva detto la donna -. Ho sempre avuto l'impressione che tutti, sia Mirto che le mie nipoti, fossero fin troppo attaccati al denaro». Una «fame» di denaro che avrebbe spinto il terzetto ad eliminare Laura Ziliani: «Non si può sottacere - scrive il gip - come alla base del gesto vi sia stato un movente squisitamente economico ovvero l'intento di appropriarsi in via esclusiva del patrimonio familiare». Le due ragazze, in parte, secondo il magistrato, sarebbero state manipolate proprio da Mirto Milani..