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07.02.2020 Tags: Pisogne

PalaRomele, la rinascita può essere più soft

Nuove soluzioni allo studio per il PalaRomele di PisogneIl palazzo comunale di Pisogne
Nuove soluzioni allo studio per il PalaRomele di PisogneIl palazzo comunale di Pisogne

La precedente amministrazione comunale (non da sola) lo considerava ormai inadeguato e da sostituire con un nuovo polo sportivo. E in effetti aveva anche lanciato un concorso di idee per la progettazione. Oggi invece, secondo la nuova squadra guidata da Federico Laini il «PalaRomele» di Pisogne può tornare a una nuova vita senza necessariamente sparire. Il primo passo in questa direzione è già stato fatto con la realizzazione di uno studio di fattibilità per la ristrutturazione. Due le soluzioni ipotizzate per ridare smalto alla grande palestra che si trova tra le vie Padre Cagni e Caduti del Lavoro: la prima prevede la completa demolizione con relativa ricostruzione e con un lieve slittamento verso Sud dell’edificio, dando spazio a un campo da gioco, spogliatoi, servizi per il pubblico, magazzino e zona bar; prevedendo una copertura in legno lamellare e due pareti in vetro, una quarantina di parcheggi interrati e una sessantina di spazi per le auto ridefiniti all’aperto. La seconda prevede invece il recupero dell’attuale struttura attraverso il rifacimento del tetto e delle pareti perimetrali, per garantire una riduzione delle importanti spese energetiche, e a corollario sempre l’aggiunta di nuovi posti auto sotterranei. LA SPESA preventivata è di 3 milioni. Il PalaRomele, intitolato a un docente di ginnastica scomparso prematuramente, sorge su un’area di 2.700 metri quadri ed è stato costruito nell’ormai lontano 1975. Da tempo manifesta i segni dell’età, con carenze strutturali e costi eccessivi di manutenzione dovuti alle alte spese per illuminazione e riscaldamento. È collocato in una posizione strategica rispetto all’Istituto professionale e alla scuola elementare, e la giunta Laini ha deciso di salvaguardarlo: visto che l’area sulla quale si trova nel nuovo Pgt era stata identificata come residenziale, l’amministrazione comunale dovrà provvedere in deroga rispetto alle attuali norme, facendo valere l’interesse pubblico. Nel caso di ristrutturazione basterà garantirne la destinazione d’uso, mentre se si deciderà per la nuova costruzione servirà l’approvazione del progetto da parte del consiglio comunale in variante al Pgt. •

Domenico Benzoni
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