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18.01.2020

Personale e burocrazia Berzo Demo «risolve» ed entra in Centro Padane

Anche l’Unione dei Comuni si interessa all’opportunità
Anche l’Unione dei Comuni si interessa all’opportunità

Cosa deve fare un piccolo ente locale quando manca il personale e la burocrazia rallenta i progetti? Potrebbe seguire l’esempio del Comune di Berzo Demo (ma anche Cevo pare pronto a seguire lo stesso percorso) che investendo una cifra risicata (circa seimila euro) ha risolto alla radice il problema. Come? Aderendo con una quota minima al capitale di Centro Padane, una società di progettazione costituita nel 2018 dalle province di Brescia e Cremona per lavori stradali e autostradali. «Questa operazione ci dà la possibilità di disporre di professionisti di altissimo livello per progettazioni in house - spiega il sindaco Giovan Battista Bernardi -. Quindi, i tempi biblici che solitamente trascorrono per pensare e concretizzare un’opera diminuiranno significativamente. Quanto appena accaduto a Loa, l’incendio che ha distrutto il rifugio, ci permetterà di affidare alla nostra società la progettazione per la ricostruzione in pochi giorni, e questo, ovviamente, contribuirà a snellire l’iter». Quello attuato è un investimento minimo non solo per far fronte alla mancanza di personale tecnico, ma anche per eliminare le troppe pastoie burocratiche che rallentano la progettazione e la realizzazione di piccole e grandi opere pubbliche. «Stiamo già assegnando i progetti del marciapiede dal capoluogo alla frazione Monte e tutto ciò che riguarda la bonifica della ex Selca di Forno Allione - aggiunge Bernardi -. E alla società che ha sede a Cremona affideremo tutti i nostri progetti dei lavori pubblici che abbiamo in mente di concretizzare in questo mandato». ANCHE CEVO e altri Comuni si starebbero interessando alle professionalità tecniche della nuova società di progettazione. «È vero - conferma il primo cittadino di Berzo Demo - Cevo è ricorso a Centro Padane per un importante intervento. Ne abbiamo discusso recentemente nella giunta dell’Unione. Aderire alla società non è assolutamente un debito, nel nostro caso si tratta di soli seimila euro, ma indubbiamente di un salto di qualità per i nostri piccoli enti locali sempre in difficoltà».

L.FEBB.
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