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17.06.2019

A scuola di clown per rinascere

Il corpo è uno strumento di comunicazione per gli aspiranti clown
Il corpo è uno strumento di comunicazione per gli aspiranti clown

Una tre giorni particolare, certamente ricca di contenuti, con l’obiettivo di «recuperare» il clown presente nel fondo di ognuno di noi. A Pisogne, per il secondo anno, è stato proposto il corso di clown nella Palestra delle scuole elementari, sotto la guida attenta di Marco Vignone, Luca Savino e Manuel Lopez Herrera. Insieme hanno coinvolto i corsisti in attività ludiche, motorie e artistiche: zAttraverso le arti – ha spiegato Vignone, che si è formato alla Scuola di Granada, in Spagna - cerchiamo di far sì che chi ci ascolta riesca a recuperare il rapporto con il proprio bambino interiore: proponiamo una formula per conoscere se stessi e migliorare il proprio approccio alla vita, come una medicina alternativa». Il clown, quindi, non deve essere inteso come l’acrobata che fa ridere, ma più in profondità, come aspetto interiore, stato dell’anima in cui ci si riesce a prendersi in giro, di fatto ricostruendo la propria vita attorno al nuovo «bambino interiore», che vede la vita con semplicità, con innocenza, ma anche con una profonda consapevolezza. «Quello che vogliamo ottenere con i nostri corsi - continua Vignone - è permettere un ritorno alle origini, provocando una ripartenza. Lo facciamo attraverso le arti, la danza, il movimento, la pittura, la musica. In tutte queste discipline, il corsista riprende consapevolezza. Proprio come fa il clown, che si apre alla vita portando all’esterno la felicità che ha dentro. Non per nulla, oggi negli ospedali possono entrare solamente due figure, oltre ai medici: lo psicologo e il clown». Niente palle rotolanti, scivoloni divertenti o trucchi di magia quindi: a Pisogne la figura del clown è stata analizzata molto seriamente, e di sicuro in modo originale ed interessante. •

AL.ROM.
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