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05.07.2019

La Madonna
del Guglielmo
è «rinata»

C’erano tante persone e una emozione palpabile a fare da cornice alla cerimonia appena organizzata a breve distanza dalla vetta del monte Guglielmo. Nella località Caravina, sulla parte pisognese della montagna, si è assistito alla posa di una nuova statua della Madonna che ha sostituito quella decapitata alla fine dell’aprile scorso. Alcuni escursionisti si erano imbattuti nella statua, spostata dalla nicchia rocciosa che la ospitava da oltre trent’anni lungo il sentiero della Pedàlta: alla Madonna col Bambino mancava la testa, probabilmente distrutta con un martello e buttata nella scarpata vicina. Un’azione di cui si fatica a comprendere la ragione; stupida a prescindere da qualsiasi sentimento religioso. A PRENDERSI cura del problema è stato, da subito, Alfredo Silini, residente a Pisogne e amante della natura e del Guglielmo: è stato lui a raccogliere i fondi per acquistare una nuova effige mariana e a organizzare la cerimonia delle ultime ore nella località Caravina. A benedire l’operazione don Riccardo Camplani, il curato pisognese, salito in quota con tanti giovani del paese e con i ragazzi che partecipano in questi giorni al Grest in oratorio. «Abbiamo rimesso a posto la situazione - commenta Silini -; ci sembrava giusto e doveroso riposizionare la Madonnina nella sua nicchia. Voglio ringraziare tutti quelli che, insieme a me, hanno lavorato per regalare al Guglielmo questa nuova icona. Purtroppo non siamo riusciti a recuperare quella storica, ormai inutilizzabile, e quindi abbiamo optato per qualcosa di completamente nuovo». Un gesto di cuore che ha raccolto commenti positivi, in modo particolare sui social, dove si contano tanti post con le fotografie della giornata. Ora, grazie all’impegno di tanti, la frase incisa su una tavola di legno incastonata nella roccia sovrastante è tornata ad avere un senso: «Alpinista che passi la montagna, saluta la Madonna che ti accompagna». I volontari hanno anche sistemato l’edicola sul sentiero che conduce in Guglielmo, anche questa rovinata dai vandali in primavera: il piccolo sentiero della fede è quindi ritornato all’aspetto originario, e in poche ore sono stati in tanti i camminatori che hanno dedicato un pensiero, magari soffermandosi per una breve preghiera, o sistemato un fiore su questi simboli cristiani. La nicchia è sul sentiero verso la cima, un passaggio obbligato per chi sale dal Medelèt. •

AL.ROM.
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