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12.10.2019

Bezzi trascina mezzo Pd sul carro di Renzi

Mario Bezzi con Matteo  Renzi a Ponte di  Legno nel 2012
Mario Bezzi con Matteo Renzi a Ponte di Legno nel 2012

È un cambio in corsa politico di non poco conto per la Valcamonica: Mario Bezzi ha lasciato il Pd, del quale era portavoce per la valle e, senza sbattere la porta, è andato ad abbracciare «Italia Viva», il nuovo partito di Matteo Renzi. L’ex sindaco di Ponte di Legno, nonché presidente della Sit, ha comunicato la sua decisione in un incontro a Breno convocato proprio per chiarire le ragioni del suo addio. «PER LEALTÀ e correttezza nei confronti del Pd - spiega l’ex portavoce - ho ritenuto corretto dimettermi nell’assemblea di zona, perché non mi piaceva lasciare con un messaggino telefonico. Quanto al motivo, ho sottolineato che il Pd è nato su una vocazione maggioritaria, nell’idea che l’Italia avesse due schieramenti - puntualizza -. Oggi ci stiamo avviando invece verso il proporzionale, per cui è evidente che c’è bisogno anche di nuove forze politiche, che possano portare avanti con forza alcuni argomenti. Noi ci siamo sempre riconosciuti in Renzi, ricorderete il raduno dei Popoli alpini a Ponte con Matteo astro nascente della politica, e intendiamo proseguire lungo questa strada». Nella nuova avventura Bezzi sarà accompagnato dall’ex consigliere regionale Corrado Tomasi, dagli ex presidenti degli enti sovraccomunali Alessandro Bonomelli e Oliviero Valzelli, dall’attuale leader di Comunità montana e Bim Sandro Farisoglio e anche da numerosi sindaci e simpatizzanti del territorio. Tra gli amministratori locali dati ormai per certi sul carro di Renzi si fanno i nomi del primo cittadino di Corteno Golgi, Ilario Sabbadini, dei sui colleghi di Ponte, Ivan Faustinelli, di Vione Mauro Testini e di molti altri della media e bassa valle. Ci sarebbero anche diversi personaggi provenienti da esperienze politiche opposte, come il sindaco di Temù Giuseppe Pasina. «Tutti amici - conferma Bezzi - coi quali da anni combattiamo la battaglia dello sviluppo del nostro territorio e coi quali proseguiremo con forza a porre i temi che ci angustiano. La nascita del nuovo movimento risponde a una domanda: in Italia c’è una larga fascia di elettori, che magari ieri si riconoscevano in Forza Italia o nel centrodestra - dice riferendosi a Pasina e altri ex avversari - che non vuole votare a sinistra e che non vuole andare con l’estremismo di Salvini e della Meloni. Ebbene, noi ci auguriamo di raccogliere tutte queste persone». L’ex uomo forte del Pd camuno sintetizza poi i progetti che gli stanno a cuore: «Tutte le forze politiche finora hanno trascurato le terre alte - afferma -, curando solo gli interessi delle aree più urbanizzate. Noi dobbiamo porre i temi dell’acqua, non solo sotto il profilo della gestione del ciclo idrico, dell’agricoltura, del turismo e allo sviluppo in generale delle aree montane». •

Lino Febbrari
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