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09.08.2019

Guai nella casa vacanze Venti ragazzini intossicati ricoverati e poi dimessi

La casa vacanze di Precasaglio teatro dell’intossicazione
La casa vacanze di Precasaglio teatro dell’intossicazione

Una notte parecchio movimentata dal punto di vista sanitario, finita per fortuna solo con una serie di mal di stomaco e disturbi intestinali. È successo a Precasaglio di Pontedilegno, nella casa per vacanze «Tu che conosci il cielo» gestita dall’associazione di promozione sociale «Amici di Samuele», e occupata in questi giorni da una cinquantina di persone tra adolescenti e accompagnatori dell’oratorio di Valdidentro, un paese nelle vicinanze di Bormio. Una ventina di ospiti, tutti ragazzi dagli 11 ai 13 anni, attorno alle 4 di ieri sono stati soccorsi per forti dolori addominali accompagnati da incessanti conati di vomito. Da subito i sintomi (registrati però già prima della cena della sera precedente) hanno chiarito che non si trattava di un’indigestione ma di una intossicazione alimentare. Non si sa se da legare al consumo di cibi mal conservati o di acqua non potabile. Gli accertamenti avviati da carabinieri e tecnici dell’Asst di Valcamonica chiariranno la causa. Comunque per un paio d’ore la struttura si è trasformata in un ospedale da campo. Un andirivieni di mezzi di soccorso che ha causato curiosità e preoccupazione tra quanti hanno notato l’inconsueta attività in una zona di solito tranquilla. La centrale operativa del 118 ha inviato le ambulanze dell’ospedale di Edolo, di Camunia soccorso e della Croce rossa di Aprica con l’automedica, e da Como è arrivata anche l’eliambulanza. MENTRE gli intossicati venivano controllati dai sanitari (quasi tutti sono stati avviati ai due ospedali della valle per le cure del caso), i carabinieri di Vezza d’Oglio e i vigili del fuoco di Pontedilegno hanno ispezionato la struttura ricettiva. La brutta avventura è finita nel primo pomeriggio di ieri, col rientro a Precasaglio degli ultimi ragazzi dimessi. Un caso simile si verificò nel settembre del 2011 a Zazza di Malonno. Anche allora mal di pancia e vomito colpirono una trentina di bambini ricoverati nei reparti di pediatria di Esine, del civile di Brescia, della Poliambulanza e in alcune strtture bergamasche. L’acqua di un ruscello bevuta durante una gita nei dintorni fu la causa di quella potente intossicazione alimentare collettiva.

L.FEBB.
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