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04.12.2019

Sci e statue di
ghiaccio, è un
Tonale da urlo

Un’altra delle statue in formazione ad alta quota
Un’altra delle statue in formazione ad alta quota

Erano diversi anni (qualcuno azzarda dalla fine degli anni Novanta del’900) che all’inizio di dicembre in alta Valcamonica non si vedeva un panorama davvero invernale, con neve naturale in abbondanza a imbiancare boschi e vette (ben oltre i quattro metri di altezza alle quote più elevate), con piste perfettamente innevate grazie al cielo e non ai cannoni e pronte ad accogliere gli appassionati per l’apertura della nuova stagione dello sci. Che come da tradizione avverrà ufficialmente nel fine settimana dell’Immacolata.


«QUEST’ANNO possiamo davvero contare su un manto bianco consistente già poco sopra i 1.600 metri di altitudine - commenta soddisfatta Vania Zampatti del Consorzio Pontedilegno Tonale -. Ovviamente siamo strafelici e lo saranno certamente anche i nostri clienti. Al passo tra Lombardia e Trentino i tracciati sono coperti da un paio di metri di neve; sul ghiacciaio si va dai tre abbondanti del passo Paradiso agli oltre quattro del passo Presena. La ski area più alta del nostro comprensorio l’abbiamo riaperta solo da qualche giorno ed è veramente in condizioni favolose». Il via ufficiale sarà dato sabato pomeriggio nel salotto di Pontedilegno, piazza XXVII Settembre, con lo Winter opening party, l’evento musicale che come al solito contribuirà a riempire di una folla (prevalentemente di giovani) il centro della località turistica. «Inizieremo alle 17 con musica e animazione curata dai dj di Radio Number One - spiega l’addetta stampa - e poi avremo Nek come ospite d’eccezione per chiudere in bellezza la prima giornata trascorsa sulle piste». Intanto, come avevamo anticipato su queste colonne nei giorni scorsi, ai 2.600 metri di altitudine del passo Paradiso fervono i lavori per la costruzione del teatro di ghiaccio, battezzato quest’anno EQ Ice Dome (EQ è il marchio elettrico di Mercedes Benz), che a partire dal 4 gennaio e fino alla fine di marzo ospiterà oltre 50 concerti. A «rompere il ghiaccio» alle 16 di sabato sarà la Bandabardò. Oltre all’ideatore della struttura, l’artista statunitense Tim Linhart, da un paio di settimane alle prese pure con la creazione di chitarre, viole, violini, violoncelli, batterie e xilofoni, tutti rigorosamente di ghiaccio e che verranno suonati dai musicisti durante gli spettacoli, da lunedì all’opera ci sono anche gli scultori capitanati da Ivan Mariotti e Pierluigi Bernardi, incaricati di ricavare grandi statue da enormi blocchi di neve ghiacciata collocate tra l’arrivo della cabinovia e l’ingresso del teatro, e a costruire tre igloo vicino alla capanna Presena: ospiteranno altrettante stanze da letto per far provare a chi lo vorrà l’esperienza di dormire una notte come fanno (o meglio facevano) le popolazioni native del grande Nord.

Lino Febbrari
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