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25.02.2019

Sci estremo al Tonale Ecco gli angeli custodi

Prove tecniche di ricerca di una persona sepolta dalla neve: i volontari dovranno essere in grado di effettuare interventi complessiUn’altra istantanea dell’esercitazione di ieriLa parte teorica della prima giornata di formazione
Prove tecniche di ricerca di una persona sepolta dalla neve: i volontari dovranno essere in grado di effettuare interventi complessiUn’altra istantanea dell’esercitazione di ieriLa parte teorica della prima giornata di formazione

L’«Adamello ski raid» si avvicina, e la grande maratona scialpinistica porta con sé la necessità di un piccolo esercito di sostenitori. Ecco perché ieri al Tonale si è svolta la prima delle due giornate del corso di formazione riservato ai volontari che collaboreranno con l’organizzazione dell’evento in calendario per domenica 7 aprile sulle creste e sui ghiacciai dell’alta Valcamonica. Nella sala conferenze posta poco oltre il confine col Trentino, grazie alle guide alpine una settantina di collaudati collaboratori dell’Adamello ski team hanno approfondito i problemi della sicurezza che si presentano quando si è chiamati a operare in aree innevate. «Oggi è la prima tappa della nostra manifestazione sportiva, una sorta di backstage, ovvero tutto quello che sta dietro alla preparazione di una grande gara - ha spiegato il presidente Alessandro Mottinelli -. Il 7 aprile avremo più di 700 concorrenti e tantissimo pubblico, è quindi nostro dovere formare tutti gli addetti che, quel giorno, supporteranno in quota i tecnici del Soccorso alpino nel garantire la sicurezza agli atleti e il regolare svolgimento della competizione». Dopo due ore di teoria dedicate soprattutto agli strumenti da utilizzare in caso di valanga (Artva, sonda e pala) e alla casistica che si potrebbe presentare, gli istruttori e gli «allievi» si sono spostati di qualche centinaio di metri, e nelle vicinanze della pista Paradiso hanno simulato la ricerca di un disperso sepolto dalla neve e il soccorso a un atleta vittima di un infortunio. La gara che seguiranno (circa 42 chilometri, un dislivello di 4000 metri per i maschi, quasi mille in meno per le donne) prevede la partenza alle 5.10 per gli uomini e alle 6.10 per le donne. Si snoderà dal passo del Tonale a passo Presena (dove sarà allestita una tribuna per i tifosi) e dopo lo scollinamento ci sarà l’entrata nel ghiacciaio del Pian di Neve (una sorta di trappola - la definisce Mottinelli - perché per uscirne bisogna affrontare 500 metri di dislivello), e successivamente i passaggi su Cresta Croce e sull’Adamello prima della lunga discesa fino a Ponte di Legno (la prima coppia dovrebbe tagliare il traguardo attorno alle 10.30). «LA DUREZZA del tracciato ci portano ovviamente a garantire l’assistenza agli atleti in ogni situazione - aggiunge Mottinelli -. I nostri collaboratori dovranno essere in grado di badare a sé stessi, essere reattivi, avere una buona conoscenza della montagna ed essere pronti a operare in sinergia con il Soccorso alpino in caso di incidenti o malori». Ed ecco spiegate le due giornate di formazione (la seconda a metà marzo) per formare volontari che allo stesso tempo sono dei tecnici. •

Lino Febbrari
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