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13.07.2019

Turismo, le super terme richiedono tempo

Una veduta d’insieme del cantiere per le terme di Ponte di LegnoUn particolare dell’area
Una veduta d’insieme del cantiere per le terme di Ponte di LegnoUn particolare dell’area

Il taglio del nastro per le Terme di Ponte di Legno fissato qualche tempo fa per la fine del 2020? Sicuramente slitterà di un paio di anni. Poca cosa se pensiamo agli oltre dieci che sono serviti per costruire il confinante parcheggio sotterraneo. E specialmente se si tralascia la conta dei guai provocati dallo scavo che portò alla luce la vena d’acqua in una zona un tempo paludosa, e la concatenazione di problemi che tra l’altro porteranno in autunno alla demolizione (e alla ricostruzione) di un grande complesso immobiliare (più di cinquanta tra appartamenti e negozi) le cui strutture portanti sono rimaste seriamente lesionate proprio per le scriteriate operazioni iniziali di sterro del parking. STAVOLTA non succederà. Lo garantisce l’impresa impegnata dalla scorsa primavera nelle opere di consolidamento del terreno con iniezioni di materiali speciali fino a quasi trenta metri di profondità. Per conto della Sit (la società proprietaria nel comprensorio di numerosi impianti di risalita), la «Fondamenta» di Milano prosegue senza intoppi nell’irrobustimento dell’area su cui sorgeva il vecchio municipio, che è stato demolito alla fine dell’inverno per far posto al centro termale da oltre 20 milioni di euro. «Terremo le dita incrociate fino a quando sarà terminato questo particolare intervento, ma possiamo dire che sta andando tutto a meraviglia - afferma soddisfatto Mario Bezzi, presidente della società committente e ispiratore dell’infrastruttura -. Speriamo davvero che si possa finalmente veder concretizzato questo progetto, che farà fare un ulteriore salto di qualità alla nostra offerta turistica». Completata la grande «vasca impermeabilizzata» entreranno in azione carpentieri e muratori per edificare il nuovo fabbricato progettato dall’archistar Marco Casamonti. «Il nostro obiettivo - assicura Bezzi - è finire per aprile le fondazioni speciali ed effettuare lo scavo di fondo, per poi finalmente gettare i primi pilastri e iniziare i lavori fuori terra». Per ora, si diceva, è difficile ipotizzare quando il complesso termale vedrà i primi clienti. Per avere una data certa bisognerà attendere la conclusione di questa prima fase. Intanto, al contrario di quanti temevano la paralisi in quell’area centrale del paese, il cantiere non sta creando particolari disagi; se non per il senso unico di marcia nel tratto antistante. «Anche grazie all’impegno dell’impresa - conclude l’ex sindaco dalignese -, siamo riusciti a limitare al massimo le seccature a cittadini e turisti. I lavori saranno interrotti a Ferragosto, per cui nessuno si potrà lamentare di avere un cantiere in attività durante le ferie». •

Lino Febbrari
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