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17.12.2019 Tags: Esine

Rogo notturno sotto il viadotto Sulla superstrada è subito caos

Un’immagine del violento rogo notturno di EsineIl cavalcavia della superstrada annerito dall’incendio
Un’immagine del violento rogo notturno di EsineIl cavalcavia della superstrada annerito dall’incendio

La settimana è iniziata all’insegna dei problemi per la viabilità camuna. Nella notte tra domenica e ieri hanno preso fuoco tre mezzi pesanti e un camper parcheggiati sotto il cavalcavia della statale 42 a Esine, e le fiamme, che si sono sprigionate velocemente verso l’alto, hanno coinvolto anche il viadotto, che l’Anas ha deciso di chiudere per procedere a verifiche su eventuali lesioni subite dal manufatto. Così, già all’alba i pendolari del lunedì mattina si sono trovati a che fare con la superstrada chiusa tra lo svincolo di Cividate e quello di Esine. Ma è stato con l’intensificarsi del traffico che la situazione è peggiorata notevolmente, fino a finire nel caos attorno alle 8. Del resto le operazioni erano fondamentali e non rinviabili per ovvie ragioni di sicurezza del traffico; che specie in quel tratto è sempre molto intenso. Tutto è iniziato intorno alle due della notte tra domenica e lunedì, quando sotto il cavalcavia, in via Manzoni, in un piazzale privato in cui una ditta di Berzo Inferiore è solita parcheggiare i mezzi, sono andati in fumo tre camion con celle frigorifere e un camper. Sono stati i vicini ad allertare i soccorsi: sul posto i vigili del fuoco permanenti di Darfo e di Edolo e i volontari di Darfo e Breno, che sono intervenuti con un’autobotte per avere ragione delle fiamme. Fiamme che però si sono propagate nell’arco di pochissimo tempo, e hanno visibilmente annerito la parte inferiore del cavalcavia. I tecnici dell’Anas, intervenuti sul posto con i carabinieri di Esine, hanno optato per la chiusura totale del traffico in entrambi i sensi di marcia, facilitando così la stabilità del ponte. Ma da cosa è stato causato l’incendio? Secondo gli inquirenti sarebbe da escludere il dolo: le telecamere del vicino ospedale di Esine non avrebbero registrato movimenti sospetti, e neppure i vicini che hanno allertato i soccorsi non avrebbero visto nessuno strano movimento nei dintorni del parcheggio, che all’arrivo dei soccorsi presentava il cancello chiuso. POTREBBE essersi trattato di un corto circuito: le fiamme, partite da uno dei mezzi, si sono velocemente propagate a quelli vicini: il materiale di cui sono fatte le celle frigorifere è facilmente infiammabile. Sul caso indagano i carabinieri di Esine, che sono stati supportati dalla polizia locale nella regolamentazione del traffico deviato, non senza difficoltà, sulla viabilità ordinaria. Come detto, nelle ore di punta è stato il caos, un possibile «bis» per oggi è stato fortunatamente scongiurato dal procedere rapido delle verifiche statiche. Nel tardo pomeriggio il viadotto è stato riaperto al traffico: probabilmente avrà bisogno solo di una ripulitura. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Claudia Venturelli
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