Slavina infernale Un giovane ucciso dalla massa di neve

Il giovane è stato caricato in elicottero ma ormai era troppo tardiLe ricerche di dispersi nella neve: purtroppo c’è stata una vittima
Il giovane è stato caricato in elicottero ma ormai era troppo tardiLe ricerche di dispersi nella neve: purtroppo c’è stata una vittima

Questa volta è finita in tragedia: è morto durante il trasporto all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo il ragazzo, un 20enne residente a Stazzona in provincia di Como, Matteo Gestra, estratto già in arresto cardiaco dalla neve della slavina caduta ieri mattina tra Monno e il confine della Valtellina. Nonostante la valanga di sabato finita sulle case di Campolaro e che non ha provocato vittime, e malgrado l’allarme elevato per il rischio di distacchi di masse nevose dai pendii più esposti, non sono bastati questi campanelli d’allarme a prevenire situazioni di gravissimo rischio, come dimostra il tragico bilancio della giornata. IERI POMERIGGIO attorno alle 15 una grossa slavina si è staccata a 2300 metri di quota circa sopra Malga Boschetto, una zona molto frequentata d’inverno dagli appassionati di motoslitte: risulterebbe che anche la vittima fosse sul posto con altri per praticare questo sport. Anche nella giornata di ieri, infatti, malgrado i divieti e i pericoli, erano in molti a praticare questa attività motoristica. L’allarme è stato lanciato da un gruppo di scialpinisti che dopo aver udito il rumore provocato dalla valanga che rotolava a valle, da lontano hanno notato alcune motoslitte poco distanti dalla massa nevosa. Temendo che sotto la slavina fossero finite delle persone, la centrale di Areu ha fatto immediatamente alzare in volo gli elicotteri del 118 di Brescia e Sondrio e allertato la V Delegazione bresciana del Cnsas, il Sagf della Guardia di finanza e i vigili del fuoco di Edolo e Darfo. Da Bologna è decollato pure l’elicottero del reparto volo dei vigili del fuoco e dal Comando di Brescia è partita un’unità di specialisti. I soccorritori del Cnsas, i militari del Sagf e le unità cinofile sono perciò arrivati in quota con i due velivoli dell’elisoccorso sanitario. Verso le 15 il fiuto dei cani da ricerca ha permesso di ritrovare il giovane privo di conoscenza sepolto tra la neve e i detriti. L’EQUIPE MEDICA ha rianimato il 20enne, che purtroppo aveva subito un arresto cardiaco, per poi inviarlo in volo verso l’ospedale Papa Giovanni di Bergamo: un viaggio disperato e purtroppo vano, l’ultimo tragitto per lo sfortunato giovane. Per verificare che sotto la stessa coltre nevosa non vi fossero anche altre persone, prima che calasse l’oscurità i tecnici del Soccorso alpino hanno ispezionando a fondo tutto il fronte interessato dal distacco, senza trovare traccia di altre persone coinvolte dalla sciagura. L’operazione di ricerca, che ha permesso di escludere con certezza la presenza di altri accompagnatori del giovane deceduto, si è conclusa poco dopo le 18,30, quando le operazioni si sono concluse e anche l’ultima squadra di tecnici del Cnsas ha potuto fare rientro alla base di Edolo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lino Febbrari