Speranze per il Ghana Il Villaggio dei bambini ha bisogno di migliorie

Alcune  delle persone con disabilità seguite nel Villaggio dei bambini
Alcune delle persone con disabilità seguite nel Villaggio dei bambini

La pandemia ha creato problemi anche ai volontari della Valcamonica, impedendo loro di volare verso il Ghana, in Africa, per lavorare nella missione di Abor come è avvenuto più volte negli ultimi vent’anni. Ma anche se la presenza fisica sul posto non è stata possibile, le iniziative a sostegno della missione non si sono fermate. In particolare, gli amici dell’associazione «Nella casa del Padre mio» (In my Father’s house) sono impegnati a sostenere dal 2002 il Villaggio dei bambini realizzato dal missionario comboniano padre Peppino Rabbiosi. Un progetto che si aggiorna costantemente. «Un bagno di salute» è il titolo dell’ultimo piano della lunga campagna che ha visto i volontari camuni far crescere il villaggio e realizzare decine di scuole, asili e chiese in una sessantina di villaggi dell’area seguita dalla missione. II Villaggio dei bambini è una casa di accoglienza che ospita oltre cento piccoli che per motivi di salute o gravi disagi famigliari non possono essere cresciuti nei villaggi di appartenenza. Negli anni la struttura è cresciuta ospitando anche una scuola che oggi accoglie oltre cinquecento scolari provenienti dalle zone circostanti. Non solo: nel villaggio di Abor sono attualmente ospitati dodici giovani e giovanissimi con una diversa abilità motoria, i quali finora hanno dovuto arrangiarsi con i bagni «normali» usati da tutti gli altri ospiti. La situazione è sicuramente migliore rispetto a quella vissuta nei propri paesi d’origine, ma non basta. È arrivato il momento di fornire la struttura di adeguati servizi protetti. Da qualche tempo, poi, In my Father’s house ha aperto anche un ambulatorio di fisioterapia utilizzato da ventuno pazienti in collaborazione con l’ospedale St. Anthony di Dzodze (distante circa quarantacinque minuti di auto dalla sede di Abor). Anche per le persone seguite con la terapia, è importante avere dei servizi igienici adeguatamente attrezzati. È stato quindi elaborato il progetto Un bagno di salute che prevede la realizzazione di un blocco servizi igienici e docce (per circa 50 metri quadrati) attrezzati per persone con disabilità motoria. L’intervento comprende, oltre ovviamente alla realizzazione delle opere murarie, anche i lavori di finitura (intonaci e piastrellature), l’installazione degli impianti elettrico e idrosanitario, la posa dei serramenti e le tinteggiature. Il costo stimato dall’associazione per questa operazione ammonta a 11.500 euro, e per affrontarla, i volontari camuni hanno attivato una raccolta fondi intitolata sempre Un bagno di salute. Le persone interessate a partecipare a questa nuova operazione umanitaria possono contribuire anche utilizzando il conto corrente bancario del Credito Valtellinese di Delebio, con l’Iban IT49D0521652140000000000569 (BIC SWIFT: BPCV IT 2 S SON), e in aggiunta anche il conto corrente postale numero 32982167. G.Gan.

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