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11.08.2020

Storia e futuro hanno una casa nel «Macil»

Un particolare dell’esposizione realizzata nel «Macil» di Malonno appena inauguratoUn altro scorcio della rassegna malonnese
Un particolare dell’esposizione realizzata nel «Macil» di Malonno appena inauguratoUn altro scorcio della rassegna malonnese

È un sogno diventato realtà quello dell’associazione «Coda di Lana» di Malonno. L’obiettivo era avere un luogo in cui raccogliere e custodire manufatti, strumenti, e documenti del mondo contadino, ed è stato raggiunto con il taglio del nastro del «Macil», il Centro per l’itineranza e la lana che ha trovato collocazione nell’antico palazzo Martinengo, in pieno centro storico. «Se oggi abbiamo una nuova casa - ha commentato Marina Lombardi, presidente dell’associazione malonnese - buona parte del merito sicuramente è del Comune che ci ha accolto e accompagnato in questo progetto. La cosa bella è che questi locali che ci sono stati messi a disposizione racchiuderanno la storia della lana in Valcamonica». Nel gaì, l’antico gergo dei pastori, il Macil era il ragazzo che custodiva il gregge, e Macil è stato anche il nome scelto per il Centro; che «per noi sicuramente costituisce un ulteriore stimolo per ripartire con la ricostruzione della filiera della lana, da troppo tempo si è interrotta - assicura la presidente -. Siamo a un momento decisivo per raggiungere il traguardo». All’inaugurazione nel cortile del palazzo medievale hanno partecipato i principali attori che, soprattutto col loro contributo economico, hanno reso possibile il tutto. C’erano il primo cittadino Giovanni Mariotti, il presidente e il direttore del Distretto culturale di Valcamonica, Attilio Cristini e Sergio Cotti Piccinelli, mentre non ha potuto essere presente la responsabile dell’Archivio etnografia e storia sociale della Regione. In prima fila anche molti dei relatori che hanno poi animato gli incontri che si sono succeduti da venerdì a domenica sera. NEL SUO intervento il sindaco Giovanni Ghirardi ha affermato che è stato piantato un nuovo seme all’interno di questa struttura pubblico-privata, un seme dal quale si si spera possa nascere una pianta ricca di molti frutti. «A tutti gli effetti questo Centro diventerà un archivio storico - ha aggiunto - legato al tema della lana e della pastorizia, che ha rappresentato e rappresenta un’importante realtà all’interno delle nostre comunità». Soddisfatto del risultato ottenuto in sinergia con l’ente locale, la Regione e le associazioni del territorio, il presidente Cristini sostiene che «da qui parte un archivio che ci porterà consapevolezze della nostra tradizione. Avere coscienza del proprio passato è il modo migliore per presentarsi al mondo con la massima capacità di essere territori attrattivi. Inoltre su questo si può anche organizzare un’economia che abbia un significato concreto». •

Lino Febbrari
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