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17.11.2019

Torrenti ad alto rischio Dopo le cure per il Figna è stato il turno del Gazzolo

Interventi idraulici sul torrente Gazzolo di Ceto
Interventi idraulici sul torrente Gazzolo di Ceto

La tempesta Vaia dell’ottobre dello scorso anno aveva procurato gravissimi danni anche al patrimonio boschivo di Ceto, ma non solo. Le conseguenze dell’eccezionale ondata di maltempo, con piogge torrenziali e fortissime raffiche di vento, si erano manifestate anche sui torrenti; sui corsi d’acqua di ogni dimensione. Il Figna per esempio è ancora oggi al centro di interventi di sistemazione dell’alveo, che hanno comportato tra l’altro la chiusura al transito della statale 42 nel territorio di Nadro, ma la tempesta aveva lasciato il segno anche sul torrente Gazzolo, che aveva trasportato a valle molto materiale. Proprio questo corso d’acqua, che si trova in quota, a oltre 500 metri, in corrispondenza della strada comunale per la località «Spiass de Vich», è stato il protagonista di intervento di «tombamento» per circa 350 metri, e adesso ritorna a scorrere in superficie solo all’altezza dell’area attrezzata a Nord di Ceto. L’operazione si è resa necessaria perché in caso di piogge molto intense a monte del tratto che è stato chiuso, il letto del Gazzolo viene rialzato dal materiale trasportato, finendo per ostruire completamente l’imbocco della condotta interrata. MA GLI INTERVENTI idraulici e per la sicurezza non sono ancora finiti, ed è la sindaca di Ceto a presentare l’operazione che potrà però essere attuata solo dopo la convocazione di una conferenza dei servizi, necessaria per ottenere le autorizzazioni degli enti comprensoriali: «Grazie a un contributo della Regione di 75 mila euro si potrà posare un sistema di allerta in caso di ulteriori crolli o di trasporti di materiali solidi lungo il torrente, prevedendo anche la risagomatura del tratto del Gazzolo immediatamente a monte del tombotto attraverso la rimozione del materiale che si è depositato. Subito dopo verrà realizzato un bacino di accumulo per contenere il materiale che in futuro potrà essere trasportato a valle; infine sarà necessario realizzare alcune scogliere a secco per proteggere le sponde nella parte terminale del corso d’acqua».

L.RAN.
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