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27.03.2020

Troppi gli operatori ammalati Le Case di riposo allo stremo

Alla «Carettoni» su 77 dipendenti, ben 18 sono in malattiaAnaloghe le sofferenze lamentate dal personale della «Giamboni»
Alla «Carettoni» su 77 dipendenti, ben 18 sono in malattiaAnaloghe le sofferenze lamentate dal personale della «Giamboni»

Lino Febbrari Nella «guerra» al Coronavirus migliaia di dipendenti delle residenze sanitarie per anziani ogni giorno non risparmiano alcun sforzo e sacrificio pur di non far mancare nulla ai loro ospiti. In queste ultime settimane l’impegno è aumentato notevolmente, anche perché le case di riposo sono state blindate, e perciò familiari e volontari non possono più accedervi per una visita o per fornire un fondamentale aiuto al personale. sono attive tre realtà che complessivamente accolgono circa 250 degenti: a Malonno la «Don Ferraglio», a Edolo la «Giamboni» e a Temù-Ponte di Legno la «Carettoni». Tutte alle prese con problematiche difficili da affrontare e risolvere, in particolare rischiano di andare in tilt se non riusciranno a trovare nuovo personale per sostituire quello in malattia. Un dato emblematico: ieri alla «Carettoni» su un organico di 77 dipendenti, 18 erano a casa. Più o meno la stessa percentuale si registra nelle altre due strutture. Donne e uomini si devono perciò sottoporre a turni massacranti e, con grande coraggio, timbrare il cartellino sapendo di andare incontro a una giornata (o una nottata) irta di difficoltà, col rischio magari di essere contagiati perché scarseggiano mascherine, guanti e camici. «Non so per quanti giorni riusciremo a tirare avanti in queste condizioni - afferma preoccupato Leonardo Toloni presidente della «Carettoni» - . Nelle liste di collocamento non si trovano più operatori da assumere per dare il cambio ai nostri ammalati. Per fortuna che al nostro fianco ci sono i volontari ce ci supportano in ogni frangente nella ricerca di Dpi e di medicinali. Da parte sua l’Asst più di tanto non può fare». Vicina al collasso anche la «Giamboni» di Edolo. Da dove il presidente Massimo Chiesa lancia un accorato appello: «Il nostro personale è allo stremo perché in numero ridotto deve far fronte alle numerose assenze per malattia. Le stiamo tentando tutte pur di riuscire a trovare nuovi rimpiazzi, ma temo che non sarà facile». Da settimane gli ospiti non hanno più contatti con i familiari, o meglio quest’ultimi non possono più entrare nella struttura ma «grazie alle nostre animatrici, da qualche giorno molti degli ospiti sono riusciti a entrare in contatto con i familiari con delle videochiamate». Oltre alla penuria dei dispositivi di protezione individuale per i lavoratori, alla Rsa edolese ci sarebbero anche grosse difficoltà nel trovare i medicinali. «In effetti non è facile - ammette il presidente della Giamboni - reperire certi tipi di antibiotici e altri farmaci che scarseggiano; dobbiamo rivolgerci a varie farmacie, anche fuori zona». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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