Turismo non stop, ecco i piani Un sogno che vale 14 milioni

Il rifugio  Monte Altissimo è una delle risorse della montagna borneseIl progetto  prevede la sostituzione delle seggiovie con una moderna telecabina molto più veloce
Il rifugio Monte Altissimo è una delle risorse della montagna borneseIl progetto prevede la sostituzione delle seggiovie con una moderna telecabina molto più veloce

È un sogno che cerca la strada giusta da tempo e che ora potrebbe averla trovata. Il condizionale è ancora d’obbligo perché l’iter è solo all’inizio; ma a creare ottimismo è il fatto che l’operazione, un piano ambizioso per lo sviluppo turistico della bassa e media Valcamonica in tutte le stagioni, è stata lanciata probabilmente nel momento giusto. Questo è il tempo, per l’Altopiano del sole, di iniziare a costruire le basi per un rilancio dell’intero comparto turistico; un comparto che qui come altrove è stato segnato pesantemente da un anno lungo e difficile. Come tutti sanno le restrizioni sanitarie hanno fatto danni economici lo scorso anno e hanno riproposto lo stesso scenario anche nei primi mesi del 2021, con l’azzeramento del traino rappresentato dai comprensori sciistici, e adesso Borno con il suo altopiano, grazie al «Patto territoriale» legato alla legge 40 della Regione Lombardia, ha messo sulla carta un progetto che ha lo scopo di reinventare la stazione sciistica, «slegandola - si legge nella presentazione a firma dell’amministrazione comunale - dal vecchio concetto di stagione bianca e ripensandola in ottica green per un turismo lungo tutto l’arco dell’anno». Entrando nel concreto, il progetto prevede la realizzazione di una nuova e moderna telecabina che andrebbe a sostituire le due seggiovie che oggi collegano la località Ogne (dove si trova l’area accoglienza appena riammodernata) alla cima del monte Altissimo. E a completare il quadro anche la costruzione di un nuovo rifugio in quota; sempre per rafforzare il concetto di destagionalizzazione della montagna e per valorizzare il panorama unico che la cima offre sulla Valcamonica, dalla cima dell’Adamello al lago d’Iseo. Economicamente parlando non è un obiettivo da poco. Si tratta al contrario di un investimento sul futuro da circa 14 milioni di euro che si vorrebbe far finanziare per il 75% dagli enti sovracomunali, la Comunità montana e appunto la Regione, sui cui tavoli nelle prossime settimane approderà il sogno. Alcuni passaggi istituzionali sono già stati avvenuti e puntano a rafforzare la territorialità del progetto che mette radici a Borno, ma che ha rami su tutto l’Altopiano del sole e la bassa Valcamonica. Si cerca l’«effetto wow», ma soprattutto si punta a costruire una stagione che sia di 365 giorni e non più solo legata al meteo. «Questo intervento si propone di dare una svolta al modo di intendere e vivere la montagna, perchè consentirà di goderne 12 mesi all’anno, di giorno e di sera e con qualsiasi condizione meteo», ricordano i promotori. La nuova telecabina immaginata dai promotori dell’operazione impiegherebbe solamente 9 minuti (contro i 24 delle seggiovie attuali) per arrivare in quota, dove il progetto prevede come detto un nuovo rifugio inteso come una moderna e funzionale struttura ricettiva che va oltre il servizio da offrire a chi frequenta la stazione per sciare in inverno, fare trekking o andare in bicicletta in estate. «Abbiamo puntato su questa soluzione - spiega ancora l’amministrazione di Borno - perchè è stato ritenuto un’occasione da non perdere e perchè crediamo sia in grado di promuovere non solo il comprensorio servito dagli impianti di risalita, ma anche l’intero sviluppo del paese sul quale inevitabilmente possono e devono ricadere i numeri». Reduce da un inverno promettente ma mai iniziato, Borno fa i conti con un settore intero in sofferenza e rilancia con questo piano che prova a spiccare il volo, candidandosi davanti alla Regione con un pacchetto di sviluppo turistico senza precedenti. Borno e non solo: questo salto in avanti coinvolge anche le amministrazioni di Ossimo, Piancogno, Darfo Boario e Angolo Terme, è stato condiviso con le minoranze consiliari che hanno definito il percorso intrapreso «un’occasione davvero unica». Insomma si passa dalle parole ai fatti: i tempi sono ritenuti maturi per guardare a un futuro più promettente.•.

Claudia Venturelli