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12.09.2019

Un disperso e recupero feriti: maxi esercitazione in quota

Il recupero di uno dei figuranti sulla parete di Cima MonticelliUn altro particolare della esercitazione svolta in Presena
Il recupero di uno dei figuranti sulla parete di Cima MonticelliUn altro particolare della esercitazione svolta in Presena

«La collaborazione tra noi ormai ha raggiunto un livello tale che quando interveniamo siamo un tutt’uno, un’unica realtà che lavora in piena sinergia; a distinguerci c’è solo il colore della divisa». A sostenerlo è stato, ieri mattina, Pierangelo Mazzucchelli, responsabile della V Delegazione bresciana del Cnsas, a margine dell’esercitazione in alta quota che ha visto operare fianco a fianco soccorritori civili e militari. Nell’ambito della consueta attività di addestramento gli uomini del soccorso alpino della Guardia di Finanza (Sagf) e quelli del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico hanno simulato la ricerca di persone scomparse e il recupero in parete di due escursionisti feriti. Nel primo caso, ai sistemi tradizionali di ricerca, quali le unità cinofile, sono state affiancate delle applicazioni telematiche in uso alla Scico delle Fiamme gialle: strumenti sofisticati in grado di intercettare e localizzare i segnali di telefonia mobile. «QUESTE sono operazioni importanti per mantenere alta l’efficienza del nostro personale che ovviamente in qualsiasi momento può essere chiamato per intervenire – commenta il colonnello Salvatore Russo, comandante provinciale delle Fiamme Gialle, che ha seguito le operazioni (in Tonale vicino all’edifico della ex partenza della cabinovia per la ricerca di superficie e a Cima Monticelli per il recupero infortunati) –. Grazie al protocollo d’intesa che è stato siglato nel gennaio dello scorso anno tra il nostro comando regionale e il Soccorso alpino lombardo, si è ulteriormente implementata la collaborazione tra le due realtà preposte al soccorso nelle aree montane, il tutto a beneficio della qualità degli interventi». SPETTACOLARE è stato il recupero dei due alpinisti bloccati durante l’ascesa di uno spigolo dei Monticelli. L’elicottero ha calato dall’alto le squadre col verricello. Una volta attrezzata l’area, una cordata ha raggiunto il primo figurante disteso su una cengia strapiombante sulla pista nera Paradiso. Immobilizzato su una barella l’infortunato è stato letteralmente trascinato in su per una trentina di metri a forza di braccia. Raggiunta una posizione più sicura, la barella è stata issata a bordo del velivolo. L’altra comparsa è stata invece è stata messa in salvo sulla cresta con la barella a portantina. «I nostri operatori vengono formati a Predazzo in Trentino dalla più vecchia scuola alpina d’Europa - evidenzia il generale Giuseppe Vicanolo, comandante Interregionale dell’Italia Nord Occidentale. Sono complessivamente 26 le stazioni presenti sull’arco alpino, sulla catena appenninica, in Calabria e sull’Etna. Recentemente è stata aperta quella sull’Abetone. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lino Febbrari
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